05 novembre 2009

e se fossi nata patella?



Insomma un bel pò di confusione, cambio di sesso, orge, morte da spiaccicamento :)) eppure tutto normale nella vita di una patella. Alle volte la mia vita mi sembra così monotona, eppure agli 'occhi' di una patella deve sembrare estremamente stramba...

E come sempre le riflessioni migliori nascono dal confronto col diverso!

Questo corto di Isabella Rossellini fa parte di una serie (GREEN PORNO) veramente simpatica sulle abitudine sessuali degli animali. E'stata trasmessa da Sundance Channel ed è stata presentata anche al Festival di Berlino dello scorso anno.

Io li ho guardati tutti e ce ne sono tanti divertenti...aanche della terza e ultima serie. In particolare mi è piaciuto il gamberetto, il ragno e la libellula...buona visone!

03 novembre 2009

VORREI MA NON POSSO....MA DAVVERO?O E' SOLTANTO 'PAURIZIA'?

Leggendo quanto scritto dai miei bloggamicis Nonsisamai e Miko, mi sono trovata a fare qualche riflessione sull'argomento da loro proposto: "Che cosa avreste sempre voluto fare e non avete ancora fatto?". I motivi per cui non si fanno delle cose possono essere davvero tanti ma spicca, e questo a detta della media, la pigrizia intesa come l'attitudine diffusa a vivere anche un pò di inerzia impegnandosi solo per quello che ci sembra più impellente, come se quello che ci piace e ci fa stare bene non lo fosse altrettanto. Insomma come direbbe nonsisamai, per il solito autoboicottaggio perpetrato all'infinito.
La verità per quello che mi riguarda sta soprattutto in un dato di fatto: ho paura di fare una nuova cosa, paura di trovare difficoltà, di scontrarmi con i miei limiti, di mettermi in situazioni difficili o quantomeno imbarazzanti. E' faticoso iniziare delle nuove esperienze e anche rischioso, affettivamente e alle volte anche fisicamente. Per questo credo che spesso prevalga l'istinto di autoconservazione che ci lascia però in una sorta di standby emofisico e soprattutto fuori dal gioco. Un pò come quando sei in prigione...quella della tabellone del Monopoli :) Tu sei in partita ma non puoi giocare, salti il giro e con quello anche gli imprevisti, belli e brutti. E' lo stato Neutro. Che va bene, intendiamoci. Per me è un angolo di respiro sicuro da difendere ma solo se c'è un prima e un dopo di gioco vero, uno sporcarsi di mani, un'apnea di tra corse e ritardi dopo i quali sei semplicemente stanco e va bene così.
Io la mia 'paurizia', il miscuglio perfido di paura e pigrizia, la combatto tutti i giorni. E la mia vita, con tutte le svolte che ha preso, credo che rispecchi questo mio intento. Di fatto lo faccio oggi, con fatica ma anche grande consapevolezza, perché qualcuno me lo ha insegnato, nella pratica, che nel caso specifico è anche un riflesso della vita stessa e cioè il Teatro, forse la cosa più importante che ho incontrato uscendo di casa.

PS- Berlin ist wunderbar!Presto metterò almeno qualche foto perché parlarne, nel modo in cui io, potrei parlarne, mi sembra davvero riduttivo..

27 ottobre 2009

1990-2009 torno a Berlino

Finalmente torno a Berlino!E nel mezzo è passata la Storia..Sarà molto emozionante vedere la città come unica e non più divisa. Come sarà la ex-Berlino Est?Riuscirò a distunguerla come allora il mare dalla terra o avrà ad ogni angolo un MacDonald , vie pedonali illuninate da Prada e Gucci, Mercedes e BMW che sfrecciano nei viali e barboni che sprofondano la testa in ogni cestino...No, sarà invece bellissima, luccicante della sua nuova giovane vita, lo spero perché qui, in special modo, ho di certo imparato l'atrocità di quel muro e mi va di pensare che sia caduto portando via tutto il marcio con sé.

13 ottobre 2009

Il compleanno. Il tuo compleanno! Il mio compleanno...Non so. Nel senso, non so più cosa davvero voglia dire per me. Di sicuro non è più l'emozione di quando ero piccola, quell'emozione che mi faceva dormire poco la notte prima e di botto la sera stessa. Quella giornata in cui l'unico tempo che riesci ad afferrare è quello del desiderio prima di spegnere le candeline, perché tutto il resto della giornata lo assorbi tu, con foga, come una spugna secca che non aspettava altro che nutrirsi di quell'unica goccia di puro entusiasmo da festa. Rara, la mia goccia, una volta l'anno, ma tanto pura da rispecchiare ancora adesso il luccichio degli occhi dei tuoi amici e da riecheggiare gli acuti delle loro e delle tue strilla da manuale, quelle che per intenderci erano sempre motivo per la mamma, di scuse, il giorno dopo con quella e quell'altra vicina poco tollerante. E la casa, e alle volte il garage se faceva bel tempo, che cambiavano completamente aspetto, con i mobili spostati e tutto tirato a festa, la porta sempre aperta e il campanello incantato. La tavola con la tovaglia bella ricoperta di panini, quelli all'olio, tondi col prosciutto cotto e ovali col crudo e sopra il marchio immancabile della bandierina ('L'italia è mia!''E chi la vuole, è più ganza la Spagna!'), le schiacciatine con la mortadella e le tartine di pancarré, poche, con la maionese e il tonno, i salatini, i biscotti, tipo ringo o togo, la Fanta e il Chinotto nelle bottiglie di vetro e la protagonista, la torta di compleanno, fatta da mamma su richiesta, senza troppi fronzoli e decorazioni ma buona, di un buono che rischi di dimenticarti per quanto è difficile da ritrovare nei sapori di oggi. Come del resto, non riesco più a scovare dentro di me la gioia vera per i regali, non per i regali in sé ma per la sorpresa, per la carta che si strappa e tutti gli altri bambini che ti guardono sorridenti ed invidiosi. Forse è solo uno degli effetti collaterali dell'essere adulti. Eppure....

E le candeline? Rosa, come piccole colonne tornite a formare girigogoli da San Pietro e che nel tempo di accederle tutte trasformavano la torta nei Fori Imperiali, una rovina di cera e crema che si appallottolava sulle punte del coltello della mamma pronto a spazzare via le impurità e restituire alla torta la sua bellezza nel momento più importante. Buio, sussurri, schiaffetti sulle mani dei bimbi più golosi e il desiderio. Per me il momentopiù importante. C'ho sempre creduto così tanto alla storia dei desideri, che mi impegnavo davvero molto nella formulazione e nell'intensità. Il momento tutto e solo tuo, proprio prima del boato stonato ed esaltante del 'Tanti Auguri' che ti riporta alla realtà. Perché quel momento, quello del desiderio è un pò quello prima di nascere. La tua piccola preghiera nel buio che ti porta tra le braccia della tua gente. E ogni anno si ripete. Se lo vuoi e se ci credi.

E io che ci credo, cerco di mantenerla almeno questa piccola cosa di quella grande festa, una cendelina, una, piccola, non tornita, senza neanche la torta, ma che accesa per quei dieci secondi apre un buco nel tempo e come un ago rinchicca uno a uno, tutti i dieci secondi degli ultimi 34 anni. Ecco questo è oggi il mio compleanno.

23 settembre 2009

POCO FA AL CITOFONO

  • Buongiorno Sig.ra Rossi.
  • Buongiorno..(e chista che parla italianu, chi è?)
  • Come si sente?
  • Bene grazie, solo un pò di raffreddore di stagione (ecchecacchio ti devo rispondere??)
  • Sono cose che succedono, ma non è niente di grave.
  • Certo, certo (minchia..che mi vuole portare sfiga??)
  • Sono venuta a parlarle della Bibbia..
  • Ma..(e lo sapevo io!)
  • Volevo lasciarle del materiale su cui riflettere, perché Gesù...
  • Signora, guardi, mi..
  • Perché la fede è importante e noi qui in Germania..
  • Guardi, davvero..
  • Perché non viene a trovarci...
  • Signora, non so come riperterlo, non mi interessa!
  • Ma se almeno..

Non so se la signora si trova sempre giù a parlare col mio citofono ma io oggi mi sento di avere una sicurezza in più: ovunque tu sia loro ti troveranno.

Ecchecazzo però!

10 settembre 2009

IL MAL DEL RIENTRO


Non sono rientrata dalla vacanze che da una decina di giorni e già mi sembra un secolo. E qui si potrebbe iniziare coi luoghi comuni tipo 'il tempo vola quando ci si diverte' etc, ma io mi dò una spiegazione più meditata e cioè che il tempo vola quando la nostra vita è fittamente intessuta con quella degli altri. Il tempo passa proporzionalmente più veloce alla quantità di relazioni che si hanno. E' la solitudine che fa mettere la retromarcia alle lancette. E qui purtroppo io un pò sola mi sento. Ho il mio amore accanto, ma passo tutto il giorno senza di lui. E non è questione di lavoro, attività o di persone che si conoscono e con le quali dividiamo quella o quell'altra cosa da fare; il punto è che senza la famiglia e senza lo strato storico degli amici si è un pò col culo per terra, tanto per essere chiari. I vantaggi sono enormi, perché, essere sganciati dal cuscino degli affetti, significa anche essere più liberi, mentalmente e profondamente; senza cuscino-zavorra, la testa si apre a possibilità che si scartavano a priori, perché vittime di pensieri a circuito viziato. Ma la libertà spaventa e non è facile gestirla. Non si è abituati, o almeno io non lo ero, e ho faticato per capire cosa fosse e cosa comportasse per me. E ancora non la vivo a pieno, perché la nostra mente è capace di grandi limiti autoimposti. D'altra parte il cuscino è comodità, sicurezza e il tempo con lui scorre inghiottito da voraci rassicuranti abitudini di parole, di atteggiamenti, di gesti. Non credo che nella vita sia da preferire il cuscino-zavorra ma è certo che dopo esserci stati per un pò seduti sopra si sente, senza, tutto il duro del pavimento. Ma soprattutto il silenzio tipico delle case vuote, senza niente dentro. E tu seduta al centro della stanza più grande, per terra, senti le ossa appoggiarsi e cercare una forma di comodità. Poi ti sdrai, guardi in alto e allarghi braccia e gambe, a mo' d'uomo vinciano. Espansa, così, in tutte le direzioni, ti sgranchisci e senti che ci sei. Tu, per prima. Tu, da sola ma mai sola.

07 agosto 2009

I LOVE THIS SONG AND I LOVE ALICE

L'altro giorno, dal niente, così apparentemente dal niente, sbuca un messaggetto via chat. Un'amica che da troppo tempo non vedo se ne esce con questa canzone..e all'improvviso la mia giornata si è colorata. E' una canzone che adoro, specie perché legata a un film che ho visto decine di volte e mi fa star bene...E così, una giornata nera, piena di preoccupazioni che poco si addicono all'estate, si è tinta di un giallo brillante, striato di rosso e di bianco ed è stato semplicimente bellissimo. Anche perché la sensazione di benessere è perdurata per tutto il giorno. Lei non ne sapeva niente eppure è intervenuta così, contagiandomi da migliaia di chilometri di distanza col suo buonumore. Possono passare anni senza vedersi eppure quando un legame esiste sul serio, c'è qualcosa di speciale che continua a sorprenderti e ti fa sentire tutta insieme la storia che ti lega a quella persona. E' stata come un'iniezione di calore, affetto, energia...come uno squarcio, una finestra che si apre in una stanza chiusa e porta una refrigerante ventata di aria buona. Un esempio perfetto sul come sia importante comunicare agli altri la nostra gioia di vivere, non quella retorica, perbenista, finta e forzata. Parlo di quella vera, di quella rara, di quella che mentre la provi già senti che ti sfugge ma che grazie a lei senti di esserci. Condivideteli, i momenti di felicità, anche a distanza, perché l'ondata arriva! E invece siamo molto più portati a raccontare quello che ci fa stare male, incazzare, indignare perché lo dobbiamo scaricare, vogliiamo essere confortati, cerchiamo approvazione e condivisione. Va bene. Umano. Ma cerchiamo di non dimenticare che la felicità, anche quando dura pochissimo, è contagiosa e passandola se ne prolungano gli effetti anche su di noi, garantito!

Che amica, la mia amica! Vero!! Nessuno come lei sa tirare fuori tutto il mio frizzantino :)





E CON QUESTO AUGURO A TUTTI DELLE VACANZE COSI' BELLE DA PENSARE CHE SIANO PROPRIO LE PIU' BELLE DA QUANDO SIETE IN QUESTO MONDO!