Se avessi del cielo le vesti ricamate, Di argentea e dorata luce inghirlandate, La veste blu, quella pallida e quella oscura Della notte e del giorno e della sera quasi buia, Io le distenderei sotto i tuoi piedi: Ma, essendo povero, non ho che i miei sogni.
E i miei sogni ho disteso sotto i tuoi piedi; Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni.
Tutti i venerdi la mia sveglia alle 8 in punto e' lui... o lei (?). Da lontano sento un delicato tintennio che come un'onda risale il quartiere fino a investirlo con uno sconsiderato scampanio da gregge in transumanza. L'uomo delle patate e' arrivato.
Attraversa tutta la citta' con il suo furgoncino con cassone aperto a esibire la merce fresca fresca della campagna. Campanaccio in una mano e l'altra a mo' di amplificatore mentre grida: Gemüse! Lo sentivo anche quando abitavo in altri quartieri. Lui c'e'. E' una certezza in questa citta' silenziosa. Il suo urlo incrina la quiete ovattata di una citta' mattiniera e operosa portando un po' di sana "popolanita' ".
Ripesco dalla memoria un suono simile: divertente, invadente e allertante insieme: il gelataio con cappellino e furgoncino bianco che passava dal quartiere popolare dove abitavo. Anche lui urlava: Gelatiii! Con la "i" finale distorta come la punta di un cono che si squaglia al sole cocente di agosto, mentre noi, torma di bimbi da cortile e campino, correvamo dall'adulto di riferimento, elemosinando 50 lire per un ghiacciolo all'amarena. Che momento, la lingua accaldata che si appiccica come il foglio che lo avvolge a questo pezzo di ghiaccio e sciroppo dal gusto oggi irreperibile.
Esistera' un luogo dove passa ancora il gelataio? Nota linguistica: Gemüse (=verdure)e' una delle prime parole che ho imparato!
La muta notte che mi circonda supera le spalle della tua prigione libero nel mondo è il tuo spirito adesso e mani legate ti sfiorano il corpo. Il vento è il nostro solo compagno. La notte ha lasciato le sue porte socchiuse e voliamo oltre i confini della terra dove i ribelli sono liberi dalle catene.
Ho 36 anni e da sei anni insegno italiano come lingua straniera. Da quasi tre, all'universita'. Pochissimo se lo paragono a tutti gli anni che ho passato dall'altra parte della cattedra. Quando tenevo corsi di teatro non sentivo molto la parte dell'insegnante e forse nemmeno quando insegno alla scuola serale ma all'universita' e' diverso. Ogni semestre ho tra i 30 e i 50 studenti. Alle fine di ogni semestre ho in mano i loro esami scritti da correggere e mi sento sempre molto responsabile. D'istinto vorrei chiudere gli occhi e passarli tutti perche' sono venuti costantemente a lezione, perche' sono molto educati e rispettosi e gentili e giovani e belli ma purtroppo carta canta e alle volte non mi e' proprio possibile farlo. Non sarebbe giusto. Mi metto una mano sul cuore e una sulla coscienza e scrivo n.b=nicht bestanden=non superato. Mi e' capitato ogni semestre MA non questo!!! TUTTI PROMOSSI! Evvai!
la vecchia casa in campagna. stanze vuote di scatoloni. io guardo nel vuoto. mio marito alla finestra. fuori nel cortile, un gruppo di skinheads fa colazione. mio marito apre la finestra e grida: viva il partito comunista!
sogno #2
la vecchia casa dei miei nonni materni. mia mamma suona alla porta. mia nonna apre e la invita a entrare. in cucina: io, di tre anni, mia nonna che mi da' da mangiare e mia mamma. poche parole e tanto amore. un quadro che non e' mai stato dipinto nella realta'.
Le mie amiche sono il risultato di un lungo processo di selezionamento naturale e maturazione faticosa. Sono tutte lontane ma io le sento tutte vicine. Ci parlo col pensiero, ascolto i loro consigli, le loro lamentele, le battute, vedo i loro sorrisi, me le immagino, penso a cosa staranno facendo, belle come sono perche' io le vedo tutte bellissime.
Perdiodo intenso, con molto da fare e con in bocca gia' il sapore dell'estate vera che verra' quando respirero' il suo insostituibile profumo in riva al mare. L'estate qui puo' essere bellissima, quando il sole si decide a farsi vedere ma e' un altro tipo di estate con il lago e il parco al posto di mare e spiaggia, ecco.
A grande richiesta, vi rendo ancora partecipi di quello che sostanzia la mia quotidianita':
E' benissimo stare insieme e mi allieto molto.
La sera usciamo oppure giaciamo sul divano.
In estate la sua pelle e' abbronzata ben presto.
Ho visto Pisa e la sbilenca torre e oggi stesso ci getto uno sguardo indietro volentieri. Tutti i giorni andavamo al mare e in seguito a cio' andavamo al bar dove bevevamo una buona bevanda: si chiama granita con aperol.
Il paese si chiama Cutro e e' non lontano di Catanzaro, una metropoli in Calabria.