« Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui »

(da "Tom Waits, Blues" di C. Chianura)

11 ottobre 2012

ma no!che poi me lo sogno...

Ma perche' alle volte sono cosi' masochista?Se ieri in prima pagina del giornale c'era la foto gigantesca di una ragno orrbile di circa 10cm (Jagtspinne) e io confesso anche una certa aracnofobia, perche' ho dovuto leggermi tutto l'articolo con la bestia sempre in primo piano? Poi lo sapevo che me lo sarei sognato!!
Lo hanno ritrovato vivo e vegeto in un cesto di banane al supermercato.No, dico, ma se me lo ritrovavo io tra le mani mentre ignara mi sceglievo due bananine??!
Chi e' curioso e lo vuol vedere, se lo cerchi da solo perche' io ho intenzione di non rivederlo mai piu'.

08 ottobre 2012

DUE VOLTE IL 3

Sicuramente sara' capitato anche a voi. Si passano giorni e settimane senza che niente di speciale succeda e poi nel giro di una settimana si svegliano gli appuntamenti tutti insieme e alla fine, si e' costretti a scegliere tra uno o l'altro invito perche' si accavallano come onde sul bagnasciuga. Alle volte pensi 'vabe'..pazienza..', alle volte pero' ci stai proprio male e non vorresti affatto scegliere tra l'uno e l'altro impegno ma fare entrambe le cose. Vorresti che convenzionalmente, si decidesse di raddoppiare quella data, ecco. Possiamo spostare l'orologio avanti e indietro ben due volte l'anno e allora io voglio due volte il 3 novembre perche' si da' il caso, che io debba mettere la musica a un festival di tango ma anche, che in Italia, il mio gruppo storico di teatro, festeggi 20 anni di storia. Come faccio a scegliere? In realta' vince il festival perche' 1. mi hanno prenotato da quasi un anno (i tedeschi!) 2. perche' la festa e' in Italia...
Ok, non posso avere due volte il 3, ma siamo comunque nel 2012 e quindi io saro' presente alla festa. Come? In video naturalmente. Mi hanno mandato una serie di domande per testimoniare la mia storia da fondatrice del gruppo e io ripondero' con un video. Quel che conta e' esserci, no?

05 ottobre 2012

Quelli che...

Ci sono quelli che non ti rispondono alle mail, che tu inviti da te e non vengono e nemmeno ti rispondono, quelli che scrivono blog che tu nemmeno sai che esistono, quelli che forse pensano che non sei poi cosi' interessante, quelli che nemmeno si ricordano quando sei nato e non sanno nemmeno niente di te ora ma va bene cosi', quelli per cui sei qualcosa da tirar fuori all'occorrenza come una collana intonata al vestito.

Come li chiameresti voi, questi?
Pensate che io li chiamo ancora amici...Sono messa male.

27 settembre 2012

Delusione


Che sentimento strano la delusione. Accarezza la tristezza, urta a intermittenza rabbia e frustrazione e lascia ora indeboliti, ora agguerriti. Sono tornata dopo sei settimane a casa. Sei settimane di vita a mille giri al minuto, troppo. E' salutare alternarla con la mia vita qua, solitaria e riflessiva. Torna l'aria pungente e pura, la luce che se ne va ogni giorno un po' prima, come l'ospite piu' imbarazzato e tornare ogni giorno sempre piu' evanescente, come l'ospite piu' desiderato. Aspetteremo. Aspetteremo ogni giorno fino a riaverla in tutto il suo chiarore. Comincio a resistere al tempo, al buio, alla solitudine e alla delusione.
Vorrei sentire lo slancio della primavera ancora dentro di me, ma come uno specchio, mi e' dato solo poter riflettere. L'immagine, quella si', pero', la posso deformare, riaggiustare un po', squarciandola con qualche raggio qua e la' , vestirla di paillette e polvere di stelle, e la' sotto, dormire sogni vellutati.

06 agosto 2012

Tu cammina piano

Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni

Se avessi del cielo le vesti ricamate,
Di argentea e dorata luce inghirlandate,
La veste blu, quella pallida e quella oscura
Della notte e del giorno e della sera quasi buia,
Io le distenderei sotto i tuoi piedi:
Ma, essendo povero, non ho che i miei sogni.

E i miei sogni ho disteso sotto i tuoi piedi;
Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni.


William Butler Yeats



03 agosto 2012

Gemüse e Amarena

Tutti i venerdi la mia sveglia alle 8 in punto e' lui... o lei (?). Da lontano sento un delicato tintennio che come un'onda risale il quartiere fino a investirlo con uno sconsiderato scampanio da gregge in transumanza. L'uomo delle patate e' arrivato.

Attraversa tutta la citta' con il suo furgoncino con cassone aperto a esibire la merce fresca fresca della campagna. Campanaccio in una mano e l'altra a mo' di amplificatore mentre grida: Gemüse! Lo sentivo anche quando abitavo in altri quartieri. Lui c'e'. E' una certezza in questa citta' silenziosa. Il suo urlo incrina la quiete ovattata di una citta' mattiniera e operosa portando un po' di sana "popolanita' ".

Ripesco dalla memoria un suono simile: divertente, invadente e allertante insieme: il gelataio con cappellino e furgoncino bianco che passava dal quartiere popolare dove abitavo. Anche lui urlava: Gelatiii! Con la "i" finale distorta come la punta di un cono che si squaglia al sole cocente di agosto, mentre noi, torma di bimbi da cortile e campino, correvamo dall'adulto di riferimento, elemosinando 50 lire per un ghiacciolo all'amarena. Che momento, la lingua accaldata che si appiccica come il foglio che lo avvolge a questo pezzo di ghiaccio e sciroppo dal gusto oggi irreperibile.

Esistera' un luogo dove passa ancora il gelataio? Nota linguistica: Gemüse (=verdure) e' una delle prime parole che ho imparato!



02 agosto 2012

ANGELI RIBELLI

La muta notte che mi circonda supera le spalle della tua prigione
libero nel mondo è il tuo spirito adesso e mani legate ti sfiorano il corpo.
Il vento è il nostro solo compagno.
La notte ha lasciato le sue porte socchiuse e voliamo oltre i confini della terra
dove i ribelli sono liberi dalle catene.