Ormai ho perso il conto delle volte che una mossa di colui che ricopre la carica di Presidente del Consiglio in Italia mi ha dato la nausea ma il discorso di ieri a Lampedusa mi sento di doverlo citare come una delle spine di punta di un rovo che nessuno riesce piu' a districare. Questa guerra alla Libia non poteva essere piu' utile alla propaganda congiunta dei due astri marci dentro, Lega e Pdl. Tutto e' filato liscio: scoppia una guerra in cui non ci facciamo tanto vedere cosi' poi, punto primo, sara' magari proprio l'Italia, negli stracci del suo Presidente, a mediare col dittatore sanguinario ma pur sempre grande amico. Nel frattempo abbiamo il secondo effetto positivo, ossia l'orda di 'clandestini' che fara' traboccare Lampedusa perche' noi mica attuiamo da subito un piano di ridistribuzione di questa povera gente. Nooo! E senno' poi non si incazza nessuno e sembra che l'Italia possa gestire la situazione. E invece no, chiediamo l'aiuto dell'Europa cattiva che ci ha lasciati soli e mandiamo qualche barchetta per far vedere che ci diamo da fare (e qualcuno lo riportiamo proprio a casa, perche' nel mucchio, tanto la gente perde il conto!) Questa gente, e' chiaro il concetto, deve andare fuori dalle balle! Come ripete il fantocetto che fa da spauracchio nel Governo, quindi l'isola deve far schifo, si deve far vedere la condizione inumana in cui sono ammassati, sentire l'odore del piscio e provare ribrezzo e vergogna e piu' ne proviamo, meglio risultera' poi la parte del salvatore. Che il salvatore infatti e' arrivato. Ha aspettato quanto era necessario e poi da specializzato in 'emergenze' qual e', e' volato sull'isola. D'altronde lo dice lui "ho il vezzo di risolvere i problemi!". E in un solo discorso si concentra il succo della propaganda: scendo dal cielo per salvarvi e stare in mezzo a voi e per dimostrarlo entro 48-60 ore tutto sara' solo un ricordo amaro ma necessario affinche' sappiate dove mettere in futuro la crocetta. E se non bastasse a farvi capire quanto vi amo, vi confesso timidamente, che e' talmente grande il desiderio di essere con voi, che mi sono anche accattato una bella casuccia sull'isola, sulla costa dei Francesi, si chiama Due Palle, ops Due Palme.
| « Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui » | |
| (da "Tom Waits, Blues" di C. Chianura) |
31 marzo 2011
NAUSEA 10000
Ormai ho perso il conto delle volte che una mossa di colui che ricopre la carica di Presidente del Consiglio in Italia mi ha dato la nausea ma il discorso di ieri a Lampedusa mi sento di doverlo citare come una delle spine di punta di un rovo che nessuno riesce piu' a districare. Questa guerra alla Libia non poteva essere piu' utile alla propaganda congiunta dei due astri marci dentro, Lega e Pdl. Tutto e' filato liscio: scoppia una guerra in cui non ci facciamo tanto vedere cosi' poi, punto primo, sara' magari proprio l'Italia, negli stracci del suo Presidente, a mediare col dittatore sanguinario ma pur sempre grande amico. Nel frattempo abbiamo il secondo effetto positivo, ossia l'orda di 'clandestini' che fara' traboccare Lampedusa perche' noi mica attuiamo da subito un piano di ridistribuzione di questa povera gente. Nooo! E senno' poi non si incazza nessuno e sembra che l'Italia possa gestire la situazione. E invece no, chiediamo l'aiuto dell'Europa cattiva che ci ha lasciati soli e mandiamo qualche barchetta per far vedere che ci diamo da fare (e qualcuno lo riportiamo proprio a casa, perche' nel mucchio, tanto la gente perde il conto!) Questa gente, e' chiaro il concetto, deve andare fuori dalle balle! Come ripete il fantocetto che fa da spauracchio nel Governo, quindi l'isola deve far schifo, si deve far vedere la condizione inumana in cui sono ammassati, sentire l'odore del piscio e provare ribrezzo e vergogna e piu' ne proviamo, meglio risultera' poi la parte del salvatore. Che il salvatore infatti e' arrivato. Ha aspettato quanto era necessario e poi da specializzato in 'emergenze' qual e', e' volato sull'isola. D'altronde lo dice lui "ho il vezzo di risolvere i problemi!". E in un solo discorso si concentra il succo della propaganda: scendo dal cielo per salvarvi e stare in mezzo a voi e per dimostrarlo entro 48-60 ore tutto sara' solo un ricordo amaro ma necessario affinche' sappiate dove mettere in futuro la crocetta. E se non bastasse a farvi capire quanto vi amo, vi confesso timidamente, che e' talmente grande il desiderio di essere con voi, che mi sono anche accattato una bella casuccia sull'isola, sulla costa dei Francesi, si chiama Due Palle, ops Due Palme.
28 marzo 2011
EINE DEMOKRATIE IST SO STARK WIE IHRE MEDIEN
Questo paese ci piace sempre di più! I Verdi ieri hanno vinto e poi guardate chi ha usato la TV pubblica come sponsor per il pagamento del canone!
Articolo del Corriere
Articolo del Corriere
27 marzo 2011
ATOMFRAFT, NEIN DANKE

Sono molta curiosa, come gran parte dei tedeschi del resto e non solo, di vedere cosa succedera' con questa Landeswahl nel Baden-Wuerttemberg. Ce la faranno i verdi a sfondare il muro del partito conservatore (CDU,CSU)? O sara' bastata la sortita furba della Merkel sul nucleare post Fukushima, a disperdere ogni soffio di cambiamento? I Grünen, ossia i verdi, sono in salita secondo i sondaggi e non poteva esserci momento piu' propizio per le elezioni. Di centrali loro ne hanno 5, di cui una a soli 50 km da casa mia, la qual cosa non fa piacere. In effetti sono proprio circondata :(
Sarebbe veramente un bel segno di cambiamento se vincesse dopo decenni di conservatorismo, una nuova forza politica. Magari potrebbero poi contagiare anche gli stati vicini! Che noi in Baviera di centrali ce ne abbiamo sei! E perche' no, dare inizio a un'onda, un contro-tsunnami che spegnera' tutti i reattori d'Europa e risciacquera' le idee degli italiani in vista del referendum del 12-13 giugno!
22 marzo 2011
BATTUTE
Facendo questo lavoro, vale a dire insegnando l'italiano ai tedeschi, mi sono trovata a dover fronteggiare molte battute, o meglio battutine non molto simpatiche sugli italiani. Sebbene infatti gli studenti adorino l'Italia, non mancano talvolta di fare dell'ironia sui vari stereotipi riguardanti l'Italia. Ovviamente questo succede a chiunque viva come me all'estero. Basti pensare a quante volte siamo stati beffeggiati a causa del primo ministro che ci ritroviamo. La differenza e' che in qualita' di insegnante, non ho un gran margine di risposta: in altre parole devo grossomodo ingoiarle.Inauguro la serie delle battutine in classe, che ho deciso di cominciare ad annotare, con questa:
Alla fine dell'ascolto di un dialogo registrato:
Lavorassero gli Italiani cosi' velocemente come parlano!
Alle volte faccio finta di niente, quasi mai. Oggi ho aperto una piccola parentesi sulla differenza enorme, invece, che c'e' tra i baristi italiani e quelli tedeschi. Avete mai provato ad osservare attentamente un barista italiano la mattina mentre prepara cappuccini in tutte le varieta' che solo gli italiani possono richiedere? Sembrano giocolieri! Tutta la mia ammirazione.
15 marzo 2011
7 werktage 7
E quando dico 7 sono 7. PUNTO.
Volevo scrivere sull'Africa, sul mal d'Africa e sulla mia Africa ma questo episodio appena accaduto mi ha fatto evaporare ogni intento poetico. Lo recupererò ma ora ho bisogno di dire che qui, in Germania, le cose sono così efficienti che nel bene e nel male, prima o poi, la pagherai cara questa efficienza.
Nello specifico a me oggi è costata sui 65euro che è quanto ho pagato per ricevere un pacco dall'Argentina che poi è arrivato in ritardo, quando io già stavo in Africa e che dopo 7 giorni 7 è stato diligentemente e puntualmente rimandato indietro al mittente in Argentina. Capito? In Argentina, non a Francoforte ma dall'altra parte del mondo. Non importa, 7giorni7 e stop.
Quindi succede, oggi, che io mi presento all'ufficio postale dall'altra parte della città per ritirare felice il mio pacco pieno di tango (che tra l'altro mi sarebbe servito entro la settimana) e quello che mi dicono dopo 5 minuti di imbarazzanti ricerche in microscopici cassetti (la scatola conteneva qualcosa come 12 CD) è: "Lo abbiamo rimandato indietro perché sono passati i 7 giorni previsti di attesa tra la consegna dell'avviso nella posta e il ritiro del pacco presso la filiale di competenza. Non possiamo fare niente e lei può solo ricontattare il mittente che una volta che avrà ricevuto indietro il fagotto glielo potrà rispedire (omissis, a mie spese)."
Non fa una piega, no?
Ho insistito che fossero loro a rintracciare il pacco e fermare la spedizione ma pare sia impossibile. Efficienti ma non disponibili.
E mentre mi sono figurata i miei CD galleggianti in mezzo all'Atlantico, storditi e sconsoli come chi li ha aspettati tanto e invano e come chi se li rivedrà bussare alla porta, mi sono sentita orgogliosamente e imperfetta e imprecisa e approssimativa.
Perché mi dite chi se ne frega dell'efficienza quando non è accompagnata dal buon senso?
Volevo scrivere sull'Africa, sul mal d'Africa e sulla mia Africa ma questo episodio appena accaduto mi ha fatto evaporare ogni intento poetico. Lo recupererò ma ora ho bisogno di dire che qui, in Germania, le cose sono così efficienti che nel bene e nel male, prima o poi, la pagherai cara questa efficienza.
Nello specifico a me oggi è costata sui 65euro che è quanto ho pagato per ricevere un pacco dall'Argentina che poi è arrivato in ritardo, quando io già stavo in Africa e che dopo 7 giorni 7 è stato diligentemente e puntualmente rimandato indietro al mittente in Argentina. Capito? In Argentina, non a Francoforte ma dall'altra parte del mondo. Non importa, 7giorni7 e stop.
Quindi succede, oggi, che io mi presento all'ufficio postale dall'altra parte della città per ritirare felice il mio pacco pieno di tango (che tra l'altro mi sarebbe servito entro la settimana) e quello che mi dicono dopo 5 minuti di imbarazzanti ricerche in microscopici cassetti (la scatola conteneva qualcosa come 12 CD) è: "Lo abbiamo rimandato indietro perché sono passati i 7 giorni previsti di attesa tra la consegna dell'avviso nella posta e il ritiro del pacco presso la filiale di competenza. Non possiamo fare niente e lei può solo ricontattare il mittente che una volta che avrà ricevuto indietro il fagotto glielo potrà rispedire (omissis, a mie spese)."
Non fa una piega, no?
Ho insistito che fossero loro a rintracciare il pacco e fermare la spedizione ma pare sia impossibile. Efficienti ma non disponibili.
E mentre mi sono figurata i miei CD galleggianti in mezzo all'Atlantico, storditi e sconsoli come chi li ha aspettati tanto e invano e come chi se li rivedrà bussare alla porta, mi sono sentita orgogliosamente e imperfetta e imprecisa e approssimativa.
Perché mi dite chi se ne frega dell'efficienza quando non è accompagnata dal buon senso?
23 febbraio 2011
UN NOME, UN DESTINO
Le barzellette di quando si e' piccoli hanno qualcosa di puntualmente ridicolo eppure tutte quelle che ho ascoltato da grande, le ho dimenticate e quelle, ancora ce lo ho fresche in mente. Una per tutte quella del 'Fantasma formaggino'. Mah..forse e' solo che quando sei piccolo, ti basta di ridere e cogli ogni occasione in cui u r supposed to :) E poi c'erano quelle che cominciavano con "Lo sai qual e' il colmo per..". E qui le menti sopraffine si adoperavano in alzate di stile, inventandone di sempre nuovi. Mi ricordo poi anche "I nomi di...": "lo sai come si chiama il piu' famoso tiratore di coltelli cinese?", "e sua moglie?", "e suo figlio?". E giu' a ridere che sembravamo pagati.
Ieri sono andata dalla mia nuova ginecologa. Nuova perche', quello che c'era e' andato in pensione. Mi presento, mi visita, tutto bene. Ci salutiamo. E' fantastica, penso. Mi e' andata bene questa sostituzione. Esco e sul tram mi riguardo fogli, ricette etc. Mi cade l'occhio sul timbro, col suo nome e tutto il resto. Non ci posso credere! In un regresso decennale, mi ritrovo circondata dagli occhietti furbi dei miei amichetti di cortile, con le ginocchia sporche di terra e graffi e dico: "Lo sapete qual e' il colmo per una ginecologa? Chiamarsi Mrs Dick!!!" :)))
Chissa' se l'hanno capita davvero...sono piccoli. Pero' hanno riso!
Ieri sono andata dalla mia nuova ginecologa. Nuova perche', quello che c'era e' andato in pensione. Mi presento, mi visita, tutto bene. Ci salutiamo. E' fantastica, penso. Mi e' andata bene questa sostituzione. Esco e sul tram mi riguardo fogli, ricette etc. Mi cade l'occhio sul timbro, col suo nome e tutto il resto. Non ci posso credere! In un regresso decennale, mi ritrovo circondata dagli occhietti furbi dei miei amichetti di cortile, con le ginocchia sporche di terra e graffi e dico: "Lo sapete qual e' il colmo per una ginecologa? Chiamarsi Mrs Dick!!!" :)))
Chissa' se l'hanno capita davvero...sono piccoli. Pero' hanno riso!
09 febbraio 2011
LE AFFINITA' (IN)ELETTE
Jedes ausgesprochene Wort erregt den Gegensin
Ogni parola che si pronuncia fa pensare al suo contrario. (da Massime e riflessioni, 9)
Quando incontro le "persone speciali", penso by default al celeberrimo romanzo di Goethe e inevitabilmente, quando le perdo, ci ripenso, al contrario.
Pietre incastonate nella roccia, le "persone speciali", le riconosci subito nel buio della miniera e tu, falena ti avvicini alla lampada, disarmato dalla sua stessa consistenza; una alla volta scopri incredulo le sfaccettature perfette della sua forma cristallina: ogni suo lato riflette come uno specchio magico il meglio di te. Standole accanto, affondi le mani nella materia più viva e vibri.
Il mondo accanto a lei, è perfetto.
Poi succede qualcosa. Succede sempre qualcosa. Orfeo si voltò e perse Euridice per sempre. Solo guardandola. Così, per niente e per tutto, anche tu la perdi per strada. Provi a tornare là, a cercarla, la chiami, la stringi a te con forza, urli disperato ma senti solo il rimbombo sordo del tuo desiderio. L'hai persa. L'ami e la lasci andare perché sai che "l’uomo meno di tutto riesce a possedere ciò che gli appartiene più strettamente" ("Le affinità elettive", Goethe).
Passa tutto. Il tempo, il desiderio, mille altre persone.
Ti volti e guardando la strada, la vedi là, intatta come la prima volta che l'hai incontrata, a illuminare quel breve pezzo di vita attraversato insieme.
Grandi tratti e brevi.
Tutte insieme, le "persone speciali" sono una striscia luminosa.
Ma ti chiedi: ma io, nella sua striscia ci sarò sempre?
Io l'ho eletta, ma lei? Mi aveva davvero eletto? Perché io qui non parlo d'amore, di storie finite, di sesso e d'altro che lasciano poco spazio all'immaginazione e alle supposizioni. Quel che c'era uno se l'è vissuto nella storia stessa o se è fortunato, se lo vive ancora adesso. Io parlo di quello che non è stato, di quelle persone che hai amato profondamente e platonicamente e che non sei riuscito a tenerti accanto nella vita, sebbene tu lo volessi.
Cosa penseranno loro? Si ricorderanno di me? Sarò parte dei loro sogni? Mi ameranno ancora?
Non lo saprò mai ma voi sappiate che per me voi siete ancora quel profondo sorriso bagnato di lacrime felici.
Ogni parola che si pronuncia fa pensare al suo contrario. (da Massime e riflessioni, 9)
Quando incontro le "persone speciali", penso by default al celeberrimo romanzo di Goethe e inevitabilmente, quando le perdo, ci ripenso, al contrario.
Pietre incastonate nella roccia, le "persone speciali", le riconosci subito nel buio della miniera e tu, falena ti avvicini alla lampada, disarmato dalla sua stessa consistenza; una alla volta scopri incredulo le sfaccettature perfette della sua forma cristallina: ogni suo lato riflette come uno specchio magico il meglio di te. Standole accanto, affondi le mani nella materia più viva e vibri.
Il mondo accanto a lei, è perfetto.
Poi succede qualcosa. Succede sempre qualcosa. Orfeo si voltò e perse Euridice per sempre. Solo guardandola. Così, per niente e per tutto, anche tu la perdi per strada. Provi a tornare là, a cercarla, la chiami, la stringi a te con forza, urli disperato ma senti solo il rimbombo sordo del tuo desiderio. L'hai persa. L'ami e la lasci andare perché sai che "l’uomo meno di tutto riesce a possedere ciò che gli appartiene più strettamente" ("Le affinità elettive", Goethe).
Passa tutto. Il tempo, il desiderio, mille altre persone.
Ti volti e guardando la strada, la vedi là, intatta come la prima volta che l'hai incontrata, a illuminare quel breve pezzo di vita attraversato insieme.
Grandi tratti e brevi.
Tutte insieme, le "persone speciali" sono una striscia luminosa.
Ma ti chiedi: ma io, nella sua striscia ci sarò sempre?
Io l'ho eletta, ma lei? Mi aveva davvero eletto? Perché io qui non parlo d'amore, di storie finite, di sesso e d'altro che lasciano poco spazio all'immaginazione e alle supposizioni. Quel che c'era uno se l'è vissuto nella storia stessa o se è fortunato, se lo vive ancora adesso. Io parlo di quello che non è stato, di quelle persone che hai amato profondamente e platonicamente e che non sei riuscito a tenerti accanto nella vita, sebbene tu lo volessi.
Cosa penseranno loro? Si ricorderanno di me? Sarò parte dei loro sogni? Mi ameranno ancora?
Non lo saprò mai ma voi sappiate che per me voi siete ancora quel profondo sorriso bagnato di lacrime felici.
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