Grazie a Nonsisamai sono tornata a pensare al post precedente sull'Effetto Domino che può o meno dominare una vita. Alle volte non è così semplice indivuare un momento di snodo, una slidingdoor per fare un esempio cinematografico, un momento in cui fare, vedere, incontrare o non fare, non vedere, non incontrare una cosa o una persona, fa la sua bella differenza. E mi è venuto in mente anche un altro film: Once. Un bel film, specie la colonna sonora, che ha preso un Oscar tra l'altro. Ho apprezzato soprattutto la decisione di raccontare una cosa molto semplice, come un incontro tra due persone che però cambia tutto e non perché (come succede nel 99% dei film sull'argomento) si innamorano, ma perché si aiutano. Cadono uno nella vita dell'altro per 'risolversi'. Si incastrano come pezzi di puzzle, perfetti ma solo per un pò, per uno scopo. Sono insieme ma con una scadenza, si sono trovati, cercati anche forse aspettati, per un qualcosa e questo qualcosa viene realizzato proprio grazie all'altro. E' un viaggio finalmente possibile perché hai finalmente trovato il tuo accompagnatore o meglio, il tuo 'innescatore'. E' un concetto che mi affascina molto questo, perché quando nella vita mi sono sentita impotente di fronte all'attuazione di un'idea, di un progetto, di un sogno ho immaginato e desiderato proprio questo catalizzatore, questo 'innescatore' che mi aiutasse, come la spinta delle mani forti di tuo padre quando da piccolo imparavi a pedalare.
Non sempre arriva questo qualcosa. Quasi mai. E molti sono i sogni chiusì là dove sapete tutti. Ma alle volte arriva e se arriva ragazzi, bisogna solo stare attenti a una cosa: che c'è ma che non ci sarà. Che come la carrozza e le scarpette, è ciò che ti porterà al castello ma che rimanere nel castello dipenderà poi solo da te.
Ah!E poi ovviamente, bisogna anche stare attenti a non innamorarsi del cocchiere, che è perfetto come Caronte ma pessimo come amante. Almeno dopo la mezzanotte!
Un incontro, un respirare insieme, un portare l'altro dall'altra parte dove tu sai vuole andare.
Anche il tango è un incontro ed è per questo che l'amo.
| « Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui » | |
| (da "Tom Waits, Blues" di C. Chianura) |
23 novembre 2009
14 novembre 2009
LA PRIMA TESSERA DEL DOMINO
Io penso che gli incontri che una persona fa nel corso della sua vita siano fondamentali. Ma così fondamentali da segnarne la vita stessa, da modificarne le scelte e quindi le direzioni. Ho scoperto l'acqua calda, ok. E' che in questo periodo ci credo in modo più intenso, va bene?E' così bello incontrare, perché rimette in circolo tutte le tue energie e non c'è 'paurizia' che tenga.
E' questo l'antidoto vero e non ci sono tecniche che tengano in confronto: il desiderio che nasce da un incontro. Il motore di tutto.
E non si incontrano solo persone ma anche cose, intese come oggetti ma anche discipline, attività, colori, sensi... Io ne ho incontrate tante cose che mi hanno cambiato (soprattutto libri e persone) ma una in particolare mi pare sia stata la prima tessera del domino, quella da cui sono scaturite un sacco di altre cose fondamentali anche a distanza di anni e anni. La mia prima tessera importante è stata:
- la locandina del corso di teatro in 4°liceo
Cosa ha comportato? 14 anni da teatrante, una laurea in storia e critica del teatro, i miei migliori amici (tutti ma proprio tutti), una fuga in America, l'incontro col tango e quello con la mia metà!
Una tessera decisiva. Direi.
E la vostra qual è?
ps-la foto, presa dal settimanale Panorama, mostra l'emozionante Domino che ha dato spettacolo nel corso delle celebrazioni per il ventennale della cadita del muro, lo scorso 9 novembre a Berlino.
05 novembre 2009
e se fossi nata patella?
Insomma un bel pò di confusione, cambio di sesso, orge, morte da spiaccicamento :)) eppure tutto normale nella vita di una patella. Alle volte la mia vita mi sembra così monotona, eppure agli 'occhi' di una patella deve sembrare estremamente stramba...
E come sempre le riflessioni migliori nascono dal confronto col diverso!
Questo corto di Isabella Rossellini fa parte di una serie (GREEN PORNO) veramente simpatica sulle abitudine sessuali degli animali. E'stata trasmessa da Sundance Channel ed è stata presentata anche al Festival di Berlino dello scorso anno.
Io li ho guardati tutti e ce ne sono tanti divertenti...aanche della terza e ultima serie. In particolare mi è piaciuto il gamberetto, il ragno e la libellula...buona visone!
03 novembre 2009
VORREI MA NON POSSO....MA DAVVERO?O E' SOLTANTO 'PAURIZIA'?
Leggendo quanto scritto dai miei bloggamicis Nonsisamai e Miko, mi sono trovata a fare qualche riflessione sull'argomento da loro proposto: "Che cosa avreste sempre voluto fare e non avete ancora fatto?". I motivi per cui non si fanno delle cose possono essere davvero tanti ma spicca, e questo a detta della media, la pigrizia intesa come l'attitudine diffusa a vivere anche un pò di inerzia impegnandosi solo per quello che ci sembra più impellente, come se quello che ci piace e ci fa stare bene non lo fosse altrettanto. Insomma come direbbe nonsisamai, per il solito autoboicottaggio perpetrato all'infinito.
La verità per quello che mi riguarda sta soprattutto in un dato di fatto: ho paura di fare una nuova cosa, paura di trovare difficoltà, di scontrarmi con i miei limiti, di mettermi in situazioni difficili o quantomeno imbarazzanti. E' faticoso iniziare delle nuove esperienze e anche rischioso, affettivamente e alle volte anche fisicamente. Per questo credo che spesso prevalga l'istinto di autoconservazione che ci lascia però in una sorta di standby emofisico e soprattutto fuori dal gioco. Un pò come quando sei in prigione...quella della tabellone del Monopoli :) Tu sei in partita ma non puoi giocare, salti il giro e con quello anche gli imprevisti, belli e brutti. E' lo stato Neutro. Che va bene, intendiamoci. Per me è un angolo di respiro sicuro da difendere ma solo se c'è un prima e un dopo di gioco vero, uno sporcarsi di mani, un'apnea di tra corse e ritardi dopo i quali sei semplicemente stanco e va bene così.
Io la mia 'paurizia', il miscuglio perfido di paura e pigrizia, la combatto tutti i giorni. E la mia vita, con tutte le svolte che ha preso, credo che rispecchi questo mio intento. Di fatto lo faccio oggi, con fatica ma anche grande consapevolezza, perché qualcuno me lo ha insegnato, nella pratica, che nel caso specifico è anche un riflesso della vita stessa e cioè il Teatro, forse la cosa più importante che ho incontrato uscendo di casa.
PS- Berlin ist wunderbar!Presto metterò almeno qualche foto perché parlarne, nel modo in cui io, potrei parlarne, mi sembra davvero riduttivo..
La verità per quello che mi riguarda sta soprattutto in un dato di fatto: ho paura di fare una nuova cosa, paura di trovare difficoltà, di scontrarmi con i miei limiti, di mettermi in situazioni difficili o quantomeno imbarazzanti. E' faticoso iniziare delle nuove esperienze e anche rischioso, affettivamente e alle volte anche fisicamente. Per questo credo che spesso prevalga l'istinto di autoconservazione che ci lascia però in una sorta di standby emofisico e soprattutto fuori dal gioco. Un pò come quando sei in prigione...quella della tabellone del Monopoli :) Tu sei in partita ma non puoi giocare, salti il giro e con quello anche gli imprevisti, belli e brutti. E' lo stato Neutro. Che va bene, intendiamoci. Per me è un angolo di respiro sicuro da difendere ma solo se c'è un prima e un dopo di gioco vero, uno sporcarsi di mani, un'apnea di tra corse e ritardi dopo i quali sei semplicemente stanco e va bene così.
Io la mia 'paurizia', il miscuglio perfido di paura e pigrizia, la combatto tutti i giorni. E la mia vita, con tutte le svolte che ha preso, credo che rispecchi questo mio intento. Di fatto lo faccio oggi, con fatica ma anche grande consapevolezza, perché qualcuno me lo ha insegnato, nella pratica, che nel caso specifico è anche un riflesso della vita stessa e cioè il Teatro, forse la cosa più importante che ho incontrato uscendo di casa.
PS- Berlin ist wunderbar!Presto metterò almeno qualche foto perché parlarne, nel modo in cui io, potrei parlarne, mi sembra davvero riduttivo..
27 ottobre 2009
1990-2009 torno a Berlino
Finalmente torno a Berlino!E nel mezzo è passata la Storia..Sarà molto emozionante vedere la città come unica e non più divisa. Come sarà la ex-Berlino Est?Riuscirò a distunguerla come allora il mare dalla terra o avrà ad ogni angolo un MacDonald , vie pedonali illuninate da Prada e Gucci, Mercedes e BMW che sfrecciano nei viali e barboni che sprofondano la testa in ogni cestino...No, sarà invece bellissima, luccicante della sua nuova giovane vita, lo spero perché qui, in special modo, ho di certo imparato l'atrocità di quel muro e mi va di pensare che sia caduto portando via tutto il marcio con sé.
13 ottobre 2009
Il compleanno. Il tuo compleanno! Il mio compleanno...Non so. Nel senso, non so più cosa davvero voglia dire per me. Di sicuro non è più l'emozione di quando ero piccola, quell'emozione che mi faceva dormire poco la notte prima e di botto la sera stessa. Quella giornata in cui l'unico tempo che riesci ad afferrare è quello del desiderio prima di spegnere le candeline, perché tutto il resto della giornata lo assorbi tu, con foga, come una spugna secca che non aspettava altro che nutrirsi di quell'unica goccia di puro entusiasmo da festa. Rara, la mia goccia, una volta l'anno, ma tanto pura da rispecchiare ancora adesso il luccichio degli occhi dei tuoi amici e da riecheggiare gli acuti delle loro e delle tue strilla da manuale, quelle che per intenderci erano sempre motivo per la mamma, di scuse, il giorno dopo con quella e quell'altra vicina poco tollerante. E la casa, e alle volte il garage se faceva bel tempo, che cambiavano completamente aspetto, con i mobili spostati e tutto tirato a festa, la porta sempre aperta e il campanello incantato. La tavola con la tovaglia bella ricoperta di panini, quelli all'olio, tondi col prosciutto cotto e ovali col crudo e sopra il marchio immancabile della bandierina ('L'italia è mia!''E chi la vuole, è più ganza la Spagna!'), le schiacciatine con la mortadella e le tartine di pancarré, poche, con la maionese e il tonno, i salatini, i biscotti, tipo ringo o togo, la Fanta e il Chinotto nelle bottiglie di vetro e la protagonista, la torta di compleanno, fatta da mamma su richiesta, senza troppi fronzoli e decorazioni ma buona, di un buono che rischi di dimenticarti per quanto è difficile da ritrovare nei sapori di oggi. Come del resto, non riesco più a scovare dentro di me la gioia vera per i regali, non per i regali in sé ma per la sorpresa, per la carta che si strappa e tutti gli altri bambini che ti guardono sorridenti ed invidiosi. Forse è solo uno degli effetti collaterali dell'essere adulti. Eppure....
E le candeline? Rosa, come piccole colonne tornite a formare girigogoli da San Pietro e che nel tempo di accederle tutte trasformavano la torta nei Fori Imperiali, una rovina di cera e crema che si appallottolava sulle punte del coltello della mamma pronto a spazzare via le impurità e restituire alla torta la sua bellezza nel momento più importante. Buio, sussurri, schiaffetti sulle mani dei bimbi più golosi e il desiderio. Per me il momentopiù importante. C'ho sempre creduto così tanto alla storia dei desideri, che mi impegnavo davvero molto nella formulazione e nell'intensità. Il momento tutto e solo tuo, proprio prima del boato stonato ed esaltante del 'Tanti Auguri' che ti riporta alla realtà. Perché quel momento, quello del desiderio è un pò quello prima di nascere. La tua piccola preghiera nel buio che ti porta tra le braccia della tua gente. E ogni anno si ripete. Se lo vuoi e se ci credi.
E io che ci credo, cerco di mantenerla almeno questa piccola cosa di quella grande festa, una cendelina, una, piccola, non tornita, senza neanche la torta, ma che accesa per quei dieci secondi apre un buco nel tempo e come un ago rinchicca uno a uno, tutti i dieci secondi degli ultimi 34 anni. Ecco questo è oggi il mio compleanno.
E le candeline? Rosa, come piccole colonne tornite a formare girigogoli da San Pietro e che nel tempo di accederle tutte trasformavano la torta nei Fori Imperiali, una rovina di cera e crema che si appallottolava sulle punte del coltello della mamma pronto a spazzare via le impurità e restituire alla torta la sua bellezza nel momento più importante. Buio, sussurri, schiaffetti sulle mani dei bimbi più golosi e il desiderio. Per me il momentopiù importante. C'ho sempre creduto così tanto alla storia dei desideri, che mi impegnavo davvero molto nella formulazione e nell'intensità. Il momento tutto e solo tuo, proprio prima del boato stonato ed esaltante del 'Tanti Auguri' che ti riporta alla realtà. Perché quel momento, quello del desiderio è un pò quello prima di nascere. La tua piccola preghiera nel buio che ti porta tra le braccia della tua gente. E ogni anno si ripete. Se lo vuoi e se ci credi.
E io che ci credo, cerco di mantenerla almeno questa piccola cosa di quella grande festa, una cendelina, una, piccola, non tornita, senza neanche la torta, ma che accesa per quei dieci secondi apre un buco nel tempo e come un ago rinchicca uno a uno, tutti i dieci secondi degli ultimi 34 anni. Ecco questo è oggi il mio compleanno.
23 settembre 2009
POCO FA AL CITOFONO
- Buongiorno Sig.ra Rossi.
- Buongiorno..(e chista che parla italianu, chi è?)
- Come si sente?
- Bene grazie, solo un pò di raffreddore di stagione (ecchecacchio ti devo rispondere??)
- Sono cose che succedono, ma non è niente di grave.
- Certo, certo (minchia..che mi vuole portare sfiga??)
- Sono venuta a parlarle della Bibbia..
- Ma..(e lo sapevo io!)
- Volevo lasciarle del materiale su cui riflettere, perché Gesù...
- Signora, guardi, mi..
- Perché la fede è importante e noi qui in Germania..
- Guardi, davvero..
- Perché non viene a trovarci...
- Signora, non so come riperterlo, non mi interessa!
- Ma se almeno..
Non so se la signora si trova sempre giù a parlare col mio citofono ma io oggi mi sento di avere una sicurezza in più: ovunque tu sia loro ti troveranno.
Ecchecazzo però!
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