« Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui »

(da "Tom Waits, Blues" di C. Chianura)

01 ottobre 2010

IO MI CHIAMO NESSUNO

Come Ulisse si premura di dire a Polifemo, anche noi, figli di un paese che ci ha generati, abbondati e quindi spinti al di là dei suoi confini, ci ribattezziamo sotto il nome di Nessuno. Il nostro Polifemo è il Paese, il gigante da un occhio solo, incapace di vedere la realtà. Quello che ancora non ha stabilito il nesso tra causa ed effetto. Come girini nell'acqua, scivoliamo sotto le sue gambe, ferme e incollate, come colonne a una terra inospitale. E lui lento, impacciato avanza affannato nella melma, proponendo azioni inesorabilmente in ritardo. Siamo l'acqua che scorre e si muove, adattandosi al percorso del fiume. Siamo Nessuno, perché viviamo in una dimensione che non è riconosciuta ma imposta, quella della mobilità, quella del nomadismo obbligato da una transumanza lavorativa. Siamo Nessuno perché non sappiamo più a cosa apparteniamo. Sappiamo da dove veniamo, dove siamo cresciuti ma sappiamo anche che i sogni e le aspettative che dall'infanzia ci accompagnarono negli anni, a un certo punto sono volati via, evaporati con la voglia di provarci ancora. Nessuno all'anagrafe, Nessuno per l'INPS. Nessuno quando qualcuno ci domanda "ma poi che farete?". Come tanti Nessuno ci muoviamo da un continente all'altro, da una città all'altra, da una casa all'altra. A passi incerti ma fieri, alla volta di orizzonti fertili che facciano rinascere da qualche parte nel profondo, la speranza di trovare almeno un posto nel mondo. Come i viaggiatori che nell'Ottocento affrontavano l'ignoto, ci imbarchiamo su navi dalla destinazione incerta ma attracchiamo a porti sempre più sicuri di quello lasciato tanto tempo fa. Una specie da terzo millennio, mutoide per definizione, nata sul bilico e che per necessità salta la siepe tutte le volte che deve. Che sarà di noi quando qualcuno poi chiederà a Polifemo: chi ti ha ucciso? Uno scheletro riempito di vuoto, di tutto quel vuoto che ha ingurgitato, lui non potrà che rispondere: "Nessuno mi ha ucciso".
E noi siamo quel Nessuno.

Questo post nasce da questa lettura.

27 settembre 2010

Che giorno della settimana sei nato?

Con Marte come scudo o Mercurio tra i piedi? Forse con il famoso Saturno contro?
Qui trovi il tuo profilo.
Buona settimana all'insegna della Leggerezza!
PS-per chi se lo chiedesse, io son nata con la Luna storta, of course :)

23 settembre 2010

14 settembre 2010

ADRO: L'ORDA BARBARA IN ARRIVO

Come spesso accade il segreto è contenuto nel nome stesso: ADRO, il simpatico comune della simpatica provincia di Brescia, già famoso per la vicenda dei bambini esclusi dalla mensa scolastica, torna a far parlare di sé. E torna appunto al passo di un'ORDA barbarica pronta a sfilare in tutta la sua devastante inciviltà. L'ultima operazione del simpatico sindaco, riguarda ancora una volta, la scuola che questa volta si è vista fisicamente trasformare in un edificio griffato Lega dalla lavagna allo zerbino. In pratica è stato stampato ovunque il simpatico simboletto del partito della Lega. Modello Invasione Barbarica. Come si fa ora ditemi, a spiegare a uno che non l'ha capito da sé, la gravità di questo atto? E perché allora non fare anche i grembiulini e il corredino di cancelleria griffato per tutti i bambini? Lui si difende dicendo che quello è il simbolo culturale della sua città e declassa tutta la questione (come la stessa Gelmini!) a una mera esibizione folkloristica (la sfilata di un'orda barbarica appunto!). Sarei curiosa di vedere cosa succederebbe però, se al mio paese griffassimo gli autobus con la falce e il martello! Ma se si parla di simboli intrinsechi alla cultura di un posto, d'altronde, quale miglior colore del Rosso per la Toscana?
E qui il link al simpatico discorso del sindaco per l'inaugurazione e la benedizione della nuova scuola. Qui parla in particola dell'importanza del simbolo: il sole delle Alpi!

10 settembre 2010

SEPTEMBERFESTZEIT


A due anni dal mio arrivo qui, mi sono finalmente battezzata: eine ganze Maß nur für mich! In pratica un litrozzo di birrabona! Che poi era solo questione di suggestionalbilità: ordinandola mi pareva di esagerare in partenza e quindi preferivo prenderne metà per volta! Son tornata a casa strisciando un pò coi piedi ma non mi son mai divertita tanto all'elezione di una miss. La mattina ancora me la ridevo sotto i baffi ripensando alle performance degli astanti alla mia tavola. Che benedizione!

01 settembre 2010

1°SETTEMBRE

Eccomi qua, ottimista tanto da presentarmi in aeroporto con sandali e pantaloncini e come un ospite che sbaglia orario, imbarazzata e smarrita, ho congelato il mio entusiasmo di vacanziera sulla via del rientro, all'ombra dell'egida severa dei 7°scarsi.

Un nuovo ciclo riparte da oggi. Nuove sfide mi impensieriscono e vecchie sfide vinte mi supportano. La fatica di ricominciare è mitigata dal rumore del mare che persiste ancora non sbiadito come le risa innocenti e assordanti dei piccoli amori lasciati a casa.

Il sentimento di casa è forte e affido a un poeta d'eccellenza il ritratto di un momento vissuto.

SOTTO CASA

Ieri, vagando in un quartiere
fuori mano, passai sotto la casa
dove solevo entrare adolescente.
Amore ivi s'apprese alla mia carne,
con la sua forza prodigiosa.

E ieri,
come passai per quella strada antica,
d'un subito imbellirono per incanto d'amore
le pietre, i magazzini, i marciapiedi,
e muri, e balconi, e finestre:
nulla di brutto era rimasto, là.

Come ristavo e guardavo la porta,
ristavo, e m'attardavo laggiù sotto la casa,
tutto l'essere mio risprigionava
l'emozione, serbata, di piacere.

Costantino Kavafis

04 agosto 2010

ISPIRAZIONE ZERO

Prima di partire per le vacanze volevo scrivere un bel post, sul blog e su di voi miei amici-blogger, ma l'ispirazione non decolla dalla pista e quindi vi dico semplicemente quello che ho pensato.

Pochi siete, pochi eppure cari, come degli amici. Alle volte vi penso e vi penso come amici, che non conosco di persona, è vero, ma che immagino e che soprattutto mi sento di poter indovinare quel che direste o che pensereste su un qualcosa. Alle volte racconto quel che avete scritto e comincio con:"Un mio amico mi ha detto...". In questi anni di lontananza dall'Italia, mi son sentita spesso sola, e devo ringraziare voi se spesso, con un messaggio lasciato qui o un qualcosa che avete scritto, mi son sentita meglio.

Ho iniziato a scrivere dopo qualche mese che abitavo in America. Pensavo fosse il modo più pratico e veloce per comunicare con gli amici e la famiglia in Italia; un valido sostituto delle e-mail collettive. Avrei aggiunto foto e video e commenti etc. Di fatto la stragrande maggioranza degli amici mi ha ignorato. Non sono interessati alla blogsfera, dicono. Troppa fatica leggere, poco tempo etc. Solo alcuni mi hanno raccontato di aver letto e pochissimi mi hanno seguito almeno per un pò. A tratti. Mi sono scoraggiata molte volte. Per chi scrivo? A chi scrivo? Mi sembrava di lanciare sassi nel vuoto più frastornante perché denso di potenzialità eppure impotentemente sganciato dal resto della rete e del mondo.

Ho deciso che avrei scritto per me, per lasciare una traccia nella mia memoria di tutto quel che di strano stava accadendo nella mia vita, così piena di cambiamenti. Così il blog è diventato Lo strumento per obbligarmi a ricordare. Fantastico. Ottima scelta di cui mi rallegro ogni volta che, di rado, vado indietro e rileggo questo o il blog americano o quello di tango. Post vecchi di quasi 4 anni che son lì, intatti come erano. Preziosissimi per me.

Per strada poi, siete arrivati voi, lettori e blogger a vostra volta. Alcuni andati e venuti, poi tornati,poi riandati; alcuni arrivati e restati. Uno, anzi una, entrata nella mia vita. Altri aggiuntisi in corso d'opera; altri che passano di rado; altri che leggono e non parlano; altri che lo fanno per cortesia; altri ancora che leggiucchiano di sfuggita e di sfuggita commentano. Che ognuno fruisca di quanto scrivo come vuole (purché non mi si plagi).

Però oggi io penso a quei pochissimi di cui all'inizio. Quelli che leggo a mia volta, quelli che son curiosa di sapere cosa hanno scritto, quelli che mi piace pensare come amici. Voi sapete chi siete. E io so che siete là, dall'altra parte del mondo ma a portata di click. Ecco a voi mando un abbraccio virtuale ma denso di senso.
Buone vacanze e ci "rivediamo" a settembre!