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(da "Tom Waits, Blues" di C. Chianura) |
30 dicembre 2010
Virus Orribilis
Però che belle mangiate avevo fatto!
E speriamo che l'anno nuovo porti bene.
A tutti.
GUTEN RUTSCH INS NEUE JAHR!
15 dicembre 2010
14 dicembre 2010
BANDERUOLE
Non mi aspettavo un risultato straordinario; si conferma lo squallore che gia' ben conosciamo eppure ho la nausea. No, non e' nausea e' rabbia. Sono incazzata tanto che comincio davvero a pensare che non ci sia piu' spazio per nessun dialogo, per nessuna pacifica trattativa, per alcun confronto dialettico. Sento dentro che contro l'abuso di potere non si possa rispondere che con durezza. Quale democrazia ci propinano? Quale corettezza ci viene mostrata? Come restare calmi e accoglienti davanti allo scempio delle Istituzioni? Come frenare l'ardire di rivolta contro chi si aggiusta le tasche in cambio di un voto? E contro chi quel voto lo compra per sfuggire alla Giustizia?
Non dobbiamo piu' resistere. Lo sterco e' cio' che meritano perche' come lo sterco galleggiano nel mare della loro vacuita'.
E per tutti quelli che oggi si son venduti, cito il sommo vate:
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
Non meritano nessun altro commento.
10 dicembre 2010
Whatever works
Stamani mi sono alzata e così...out of the blue...ho avuto una pessima notizia. Mi è venuto in mente, allora, uno dei Film meritevoli di citazione che ho visto quest'anno: Whatever works di Woody Allen. Riporto qui di seguito un paio dei monologhi più belli (in italiano perché fate prima a leggere) ma anche le sequenze, iniziale e finale, in lingua originale.
Monologo iniziale di Boris Yelnikoff:
Perché volete ascoltare la mia storia?
Ci siamo già incontrati?
Ci siamo simpatici?
Sentite ve lo dico subito, ok, io non sono un tipo simpatico, la simpatia non è mai stata una priorità per me, e per essere chiari, questo non è un film per oh quanto mi sento bene. Se siete di quegli idioti che devono sentirsi bene, fatevi fare un massaggio ai piedi.
...
Ma qual'è il signficato di tutto? Niente. Zero. Nulla. Tutto finisce in niente. Anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me. Io una visione ce l'ho. Sto parlando di voi. Dei vostri amici. Dei vostri colleghi. Dei vostri giornali. Della TV. Tutti molto felici di fare chiacchiere. Completamente disinformati. Morale. Scienza. Religione. Politica. Sport. Amore. I vostri investimenti. I vostri figli. La salute. Cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta al giorno per vivere, non voglio vivere. Io detesto la frutta e la verdura. E i vostri omega 3. E i tapis roulant. E l'elettrocardiogramma. E la mammografia. E la risonanza pelvica. E, oh mio dio, la colonscopia. E con tutto ciò, arriva sempre il giorno incui vi ficcano in una scatola. E avanti con un'altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita, e decideranno per voi quello che è appropriato. Mio padre di è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano. E lo potete biasimare? Con l'orrore, la corruzione, l'ignoranza, e la povertà, i genocidi, e l'AIDS, e il riscaldamento globale, e il terrorismo, e quegli idioti dei valori della famiglia, e quei maniaci delle armi. L'orrore di Kurz alla fine di Cuore di Tenebra, l'orrore. E beato lui non distribuivano il Times nella giungla, se no l'avrebbe visto l'orrore. Che si può fare? Leggetevi qualche massacro nel Darfur o di uno scuolabus fatto esplodere, e attaccate oh mio dio l'orrore. Poi girate pagina e finite le vostre uova di galline ruspanti. Perché tanto che si può fare? Si è sopraffatti. Anch'io ho tentato di suicidarmi. Ovviamente non ha funzionato. Perché mai volete sentire queste cose. Voi avete già i vostri di problemi. Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni, dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose, dai vostri falliti affari, ah se solo avessi comprato quelle azioni, se solo avessi comprato quella casa anni fa, se solo c'avessi provato con quella donna, se questo, se quello, sapete una cosa, risparmiatemi i vostri avrei potuto avrei dovuto. Come mia madre diceva sempre se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza. Mia madre le ruote non le aveva, aveva le vene varicose. Eppure, la signora ha partorito una mente brillante, mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica. Non l'ho ottenuto, però si sa, è tutta politica, come ogni altra finta onoreficenza. Detto tra noi? Non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di una insensata e barbarica civiltà, sono stato piuttosto fortunato.
Monologo finale di Boris Yelnikoff:
Ecco perché non lo dirò mai abbastanza. Qualunque amore riusciate a dare ed avere, qualunque felicità voi riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporanea elargizione di grazia, basta che funzioni. E non vi illudete, non dipende per niente dal vostro ingegno umano. Più di quanto non vogliate accettare, è la fortuna a governarvi. Quant'erano le probabilità che uno spermatozoo di vostro padre tra miliardi trovasse il singolo uovo che vi ha fatto. Non ci pensate se no vi viene un attacco di panico.
29 novembre 2010
Come spacciarsi per italiano
1. Non ordinare il cappuccino con la pizza;
2. Non mangiare gli spaghetti con il cucchiaio e la forchetta;
3. Se sei al ristornate con amici non chiedere un conto separato;
4. Non ti cambiare il costume sulla spiaggia;
5. Vai ad un appuntamento con almeno un paio di minuti in ritardo;
6. Evita battute sugli stereotipi: mandolino, mafia e mozzarella;
7. Non portare i sandali coi calzini;
8. Non esagerare con l'abbigliamento Hi-Tech;
9. Non toglierti le scarpe per entrare in casa di amici o conoscenti;
10.In sauna vacci col costume!
Altro?
16 novembre 2010
CERCO UN PO' D'AFRICA IN GIARDINO???
E' un pò come parlare con chi parla la tua lingua, è tutto più veloce. Come tra amici del resto. Uno sguardo ed è tutto chiaro. Un sottotesto lungo da qui al sole. Non è così che forse ci si innamora? Quando anche senza dire niente, risulta tutto chiaro?
Quando parlo di tango, succede sempre che la gente si incuriosisce e io spiego di che si tratta, come funziona etc ,volentieri, perché in fondo me l'aspetto. Altra storia è in classe, quando con in mano una canzone mi rendo conto, dai commenti, dalle domande, che la semplice traduzione del testo non spiega nulla della canzone stessa, proprio come a scuola la parafrasi non diceva niente della poesia.
Come si fa a spiegare un emozione, un sentimento per di più legato al vivere italiano, a quel non detto ma vissuto da tanti se non tutti?
Come si fa a colmare quella distanza di esperienze, di formazione, di vita?
Certe cose o le senti o non le senti.
Proprio come il tango.
E come Azzurro:
10 novembre 2010
Servus! (and I mean that!)
Anche per il verbo salutarsi, i tedeschi hanno due verbi, uno che indica il salutarsi di quando ci si incontra, (be)grüßen e una per quando ci si saluta, appunto, sich verabschieden.Che poi anche in italiano sarebbe così, salutarsi e accomiatarsi,congedarsi,licenziarsi; è solo che non le usiamo quasi più queste parole.Per timore, forse per riverenza, ci comportiamo in modo strano rispetto al nostro bagaglio linguistico prediligendo solo le parole più semplici, immediate, di facile e veloce comprensione, di effetto forse, e lasciamo nell'armadio e quindi nell'anticamera del dimenticatoio, le parole che specificano, che raffinano, che definiscono come scalpelli di precisione, la propria scultura linguistica.
Non sono una conservatrice, reazionaria e purista. Sono invece, perfettamente cosciente dell'indispensabile evoluzione dell' "organismo lingua", è solo che non sempre cambiamento e progresso significano effettiva evoluzione. Mi piacciono le contaminazioni, i calchi e anche i neologismi ma non butterei un vecchio maglione di cashmere per uno alla moda in poliestere.
La lingua è lo specchio dei tempi e considerato come parlano in tv c'è poco da star tranquilli.
(E infatti la qualità dei vestiti in vendita nelle maggiori catene è pessima!)
03 novembre 2010
C'E' CHI C'HA LUI e LA LEGA E CHI INVECE....
E mentre le Lega si defibrilla per ogni centesimo versato al sud, per monnezza e terremoti, qui vi racconto la storia normale di un'immigrata. Il suo nome fa assonanza coi raggi di sole e i petali di rose; ha gli occhi d'ambra e i tacchi alti. E' una rifugiata politica, scappata dal suo Paese, ostaggio della teocrazia, l'Iran. Questo occidente, l'occidente che conobbe la repressione e ne pagò il fio, le ha dato una casa, la possibilità di imparare la lingua e anche un sussidio per il suo sostentamento. Lei ora frequenta l'Università e lavora part-time in una scuola. Dice che non può tornare a casa; che la famiglia le manca, però...qui vuol restare. E quando parla, gli occhi strabordano di entusiasmo e propositività, come chi, dopo una lunga malattia, guarisce e finalmente esce di casa.
Conoscendola, ho pensato a quanto diversa sia la vita, guardata da una prospettiva in tutto diversa dalla tua. Anche un bicchiere di vino ha un altro sapore. Mi son sentita bene per lei e sono sicura che lei saprà nel futuro, come ripagare e onorare il suo nuovo paese.
Non credo che la famiglia di Andrea Sutik o di Maricica Hahaianu, le due donne rumene, uccise in questi giorni in Italia per mano di due italiani, potranno mai capire perché questa storia non è stata anche la loro.
27 ottobre 2010
come 'parmigiano' o come 'piacere'?
Mi rispondono così, non sempre ma spesso...
Il fatto è che non la sentono proprio, la differenza tra la 'c' e la 'g' dentali, (velari è invece abbastanza chiaro), intendo. E come si fa a spiegare un suono? E' come far capire una nota a uno stonato, tu gliela canti e lui ti imita, convinto anche di averla beccata e invece...L'orecchio, questa fantastica macchina, registra ma è il cervello che elabora e se il cervello quel suono non lo ri-conosce, non ci sono storie. Bisogna insegnarglielo. Sì, ma come? Con l'esercizio, tanto tanto tanto esercizio. Piano piano capiranno la differenza e piano piano cominceranno a saperla riprodurre. Anche se, avere un certo accento, in una lingua straniera non è poi così male. Sempre che non ti renda incomprensibile, ti connota di una certa differenza. Una volta al supermercato, da Kroger, in America, il commesso mi chiese da dove venisse un accento così 'cool' (eppure per i non nativi, questo 'accento' non è individuabile). Non so, magari era un modo come un altro per abbordare, ma a me personalmente piacciono le differenze tout court e quando i miei studenti (tutti adulti e vaccinati) mi dicono 'è buono il parmiciano!' io sorrido. D'altronde anch'io ho le loro stesse difficoltà. Ho difficoltà a riprodurre con naturalezza la 'h' o a rimarcare la differenza tra Ö e O ma anche Ü e U. Una fatica che non sentivo per i dittonghi del francese. Non so, ma di certo imparare una lingua a 10 anni cambia molto la capacità di assorbimento e imitazione di un suono da parte del cervello.
Noi adulti scaraventati in mezzo ad altri adulti così uguali e così diversi,non abbiamo altra scelta che provarci, buttarci e sorridere ogni volta che sbagliamo. Non ho mai avuto così chiaro come adesso, quanto sia importante nella vita, non prendersi troppo sul serio, anche se si insegna all'università.
19 ottobre 2010
Allora???
- mi son svegliata col mal di testa
- ho rotto gli occhiali da sole nuovi ( e infatti non servono qui!)
- freddo boia (3°C)
- brividi e mal di gola (conseguenza del precedente:CdP)
- mezzo cicchetto della capa a pranzo (e l'ho pure incontrata per caso!)
- rotti i lacci della borsa della spesa
- cascate le uova per strada (CdP)
E sono solo le tre!
13 ottobre 2010
UN GIORNO DIVERSO

Bigliettini di auguri sparsi, colazione con marmellata di arance fatta in casa in un posto bello come il paradiso, quelli del Coniglio alla radio che mi fanno ridere e frasi che hanno tutto il senso dell'affetto che riempie. Rendo grazie alle rete! Son qua e brindo con tutti voi che mi volete bene!
Perché alla fine ciò che conta è davvero poco.
06 ottobre 2010
01 ottobre 2010
IO MI CHIAMO NESSUNO
E noi siamo quel Nessuno.
Questo post nasce da questa lettura.
27 settembre 2010
Che giorno della settimana sei nato?
Qui trovi il tuo profilo.
Buona settimana all'insegna della Leggerezza!
PS-per chi se lo chiedesse, io son nata con la Luna storta, of course :)
23 settembre 2010
14 settembre 2010
ADRO: L'ORDA BARBARA IN ARRIVO
E qui il link al simpatico discorso del sindaco per l'inaugurazione e la benedizione della nuova scuola. Qui parla in particola dell'importanza del simbolo: il sole delle Alpi!
10 settembre 2010
SEPTEMBERFESTZEIT
A due anni dal mio arrivo qui, mi sono finalmente battezzata: eine ganze Maß nur für mich! In pratica un litrozzo di birrabona! Che poi era solo questione di suggestionalbilità: ordinandola mi pareva di esagerare in partenza e quindi preferivo prenderne metà per volta! Son tornata a casa strisciando un pò coi piedi ma non mi son mai divertita tanto all'elezione di una miss. La mattina ancora me la ridevo sotto i baffi ripensando alle performance degli astanti alla mia tavola. Che benedizione!
01 settembre 2010
1°SETTEMBRE
Un nuovo ciclo riparte da oggi. Nuove sfide mi impensieriscono e vecchie sfide vinte mi supportano. La fatica di ricominciare è mitigata dal rumore del mare che persiste ancora non sbiadito come le risa innocenti e assordanti dei piccoli amori lasciati a casa.
Il sentimento di casa è forte e affido a un poeta d'eccellenza il ritratto di un momento vissuto.
SOTTO CASA
Ieri, vagando in un quartiere
fuori mano, passai sotto la casa
dove solevo entrare adolescente.
Amore ivi s'apprese alla mia carne,
con la sua forza prodigiosa.
E ieri,
come passai per quella strada antica,
d'un subito imbellirono per incanto d'amore
le pietre, i magazzini, i marciapiedi,
e muri, e balconi, e finestre:
nulla di brutto era rimasto, là.
Come ristavo e guardavo la porta,
ristavo, e m'attardavo laggiù sotto la casa,
tutto l'essere mio risprigionava
l'emozione, serbata, di piacere.
Costantino Kavafis
04 agosto 2010
ISPIRAZIONE ZERO
Pochi siete, pochi eppure cari, come degli amici. Alle volte vi penso e vi penso come amici, che non conosco di persona, è vero, ma che immagino e che soprattutto mi sento di poter indovinare quel che direste o che pensereste su un qualcosa. Alle volte racconto quel che avete scritto e comincio con:"Un mio amico mi ha detto...". In questi anni di lontananza dall'Italia, mi son sentita spesso sola, e devo ringraziare voi se spesso, con un messaggio lasciato qui o un qualcosa che avete scritto, mi son sentita meglio.
Ho iniziato a scrivere dopo qualche mese che abitavo in America. Pensavo fosse il modo più pratico e veloce per comunicare con gli amici e la famiglia in Italia; un valido sostituto delle e-mail collettive. Avrei aggiunto foto e video e commenti etc. Di fatto la stragrande maggioranza degli amici mi ha ignorato. Non sono interessati alla blogsfera, dicono. Troppa fatica leggere, poco tempo etc. Solo alcuni mi hanno raccontato di aver letto e pochissimi mi hanno seguito almeno per un pò. A tratti. Mi sono scoraggiata molte volte. Per chi scrivo? A chi scrivo? Mi sembrava di lanciare sassi nel vuoto più frastornante perché denso di potenzialità eppure impotentemente sganciato dal resto della rete e del mondo.
Ho deciso che avrei scritto per me, per lasciare una traccia nella mia memoria di tutto quel che di strano stava accadendo nella mia vita, così piena di cambiamenti. Così il blog è diventato Lo strumento per obbligarmi a ricordare. Fantastico. Ottima scelta di cui mi rallegro ogni volta che, di rado, vado indietro e rileggo questo o il blog americano o quello di tango. Post vecchi di quasi 4 anni che son lì, intatti come erano. Preziosissimi per me.
Per strada poi, siete arrivati voi, lettori e blogger a vostra volta. Alcuni andati e venuti, poi tornati,poi riandati; alcuni arrivati e restati. Uno, anzi una, entrata nella mia vita. Altri aggiuntisi in corso d'opera; altri che passano di rado; altri che leggono e non parlano; altri che lo fanno per cortesia; altri ancora che leggiucchiano di sfuggita e di sfuggita commentano. Che ognuno fruisca di quanto scrivo come vuole (purché non mi si plagi).
Però oggi io penso a quei pochissimi di cui all'inizio. Quelli che leggo a mia volta, quelli che son curiosa di sapere cosa hanno scritto, quelli che mi piace pensare come amici. Voi sapete chi siete. E io so che siete là, dall'altra parte del mondo ma a portata di click. Ecco a voi mando un abbraccio virtuale ma denso di senso.
Buone vacanze e ci "rivediamo" a settembre!
30 luglio 2010
BABBO NATALE NON ESISTE
Un altro risveglio, piuttosto brusco, ci aspetta, di solito, intorno ai trentanni, quando realizziamo che i nostri genitori non sono poi così perfetti come pensavamo.
Esiste però un intermezzo temporale nel quale siamo passibili di grandi fascinazioni, e nel quale questi crolli, quando avvengono, portano come inevitabile conseguenza un aggancio sistematico al filone del neopessimismo quantico-nichilista, dal quale noi riteniamo non sia facile rialzarsi. Accade, infatti, ma solo raramente spero, che improvvisamente i tuoi punti fermi comincino a muoversi cambiando direzione come delle sfere sotto forza magnetica e attirate quando qui quando là esternino la gran confusione che tu, proprio appoggiandoti a loro, avevi superato. Un movimento poco ordinato e poco rassicurante al quale si cerca di non dare importanza credendo nella sua transitorietà ma che invece, finisce con l'assestarsi proprio là, lontano; dove tu non sei mai stato, tra quelli che la 'pensano così diversamente da te' per cui è quasi impossibile comunicare. E qui l'ennesima caduta.
Un tonfo, quello di Giovanni Lindo Ferretti, (leader prima dei CCCP poi dei CSI e dei PGR, infine solista) che ha aperto, con le parole che seguono, una crepa nel terreno delle mie convinzioni, minando non tanto la mia fede di donna di sinistra, quanto piuttosto quella nell'integrità etica delle persone, non di chi giammai l'ebbe ma di chiunque, nessuno escluso.
Intervista a Giovanni Lindo Ferretti da un articolo apparso su Blitz il 31 marzo 2010
«Lasciare la scheda bianca? Mi disturba. Meno male che c’è la Lega, altrimenti non avrei saputo per chi votare»: queste le dichiarazioni di Giovanni Lindo Ferretti, storica voce del punk italiano già a capo di gruppi come Cccp, Csi e Pgr, circa la sua preferenza espressa in occasione delle ultime elezioni regionali.
«Non è la prima volta che voto per la Lega Nord», ha dichiarato l’artista nel corso di un’intervista rilasciata all’edizione di Reggio Emilia de “Il Resto del Carlino”: «Fino a pochi giorni fa ero quasi convinto di dare il mio voto al Pdl. L’ultimo discorso del presidente Berlusconi sulla faccenda araba non mi è piaciuto, anzi lo ringrazio perché così mi ha chiarito le idee facendomi risolvere quello che era un mio problema e cioè a chi dare il voto. D’altra parte come cittadino mi sento in dovere di votare e lasciare la scheda bianca mi disturba. Il nostro è un Paese molto complicato con tanti problemi da risolvere. Ormai sta prendendo campo il sistema che più che votare a favore di qualcuno si vota contro il presidente. Meno male che c’è la Lega Nord. Preferisco scegliere, consapevole che eleggiamo signori che stanno lì solo cinque anni. Berlusconi ha molti pregi, però ultimamente sta attraversando un periodo pesante e particolarmente sfortunato».
IO PREFERISCO RICORDARMELO COSi':
E ANCHE COSì:
Che Ferretti non fosse più comunista-bolscevica già si capiva dalla svolta da CCCP a CSI:
Barbaro umanesimo bolscevico
L'età del bruci il mondo caschi in terra
L'età del tutto giù nuova la terra
Rosso fiammante
Splendente in età acerba di passione
Rosso fiammante
MA SENZA ETA' MATURA MARCIA E IMPOSTURA
No problem. Scoprire nuove cose, riscoprire dei valori, quelli cristiani nel suo caso. Ben venga.
Benedetto sia il cambiamento. La fissità è propria solo delle cose morte.
Ma il tradimento mai.
23 luglio 2010
UN LIBRO PER L'ESTATE
GRAZIE! (magari poi lo facciamo, il giochino, anche con un DISCO, che poi era l'oggetto originale del titolo di quella trasmissione che non ricordo più!)
19 luglio 2010
FESTIVAL DER KULTUREN
Le difficoltà sono molte, proporzionate alle differenze, religiose e culturali, ma sono convinta che l'appartenenza ad un sottinsieme più grande possa, sotto l'egida assistenza dei lumi, arginare ogni inceppo al meccanismo di fluido rimpasto delle genti.
Ieri sera, circondata da un mare di turchi che cantavano in coro le canzoni di questo artista combattente, mi sono sentita bene, avvolta dall'armonia di una lingua che non conosco ma che mi faceva venire i brividi. Capivo, li capivo e avevo solo voglia di cantare insieme a loro.
Zülfü Livaneli
Livaneli è una delle figure più eminenti della vita culturale turca: un narratore di razza, come dimostra Felicità, a lungo in testa alle classifiche di vendita nel suo paese. Omer Zülfü Livaneli è nato a Ilgin, in Turchia nel 1946. In gioventù ha creato un compagnia di publishing ad Ankara ma i problemi politici degli anni '70 hanno influenzato la vita di molti intellettuali. Venne accusato per i suoi ideali politici e imprigionato per tre mesi. Dovette quindi emigrare in Svezia dove studiò filosofia e musica. Dopo Stoccolma si trasferì a Parigi e Atene e tornò in Turchia nel 1984 dove proseguì non solo la sua attività di scrittore ma anche di regista. (da http://www.zam.it/biografia_%D6mer+Z._Livaneli)
13 luglio 2010
LA DOMANDA CLOU IN PERIODO DI SALDI
E ora vengo al dunque: secondo voi è giusto piazzare nei negozi filate di specchi dimagranti?
08 luglio 2010
PAUL IL POLPO, AVEVA RAGIONE

E poi, ora che ci faranno con le centinaia di bandierine, bandiere enormi, bandiere da auto, bandiere-lenzuolo, bandiere tatuate? Suppongo le ricicleranno.
05 luglio 2010
TRA COMPAESANI
Mi sono un pò ripresa dalla tristeza nostalgiosa y toda argentina post tragica sconfitta.
01 luglio 2010
28 giugno 2010
IPERATTIVITA'
Effetti collaterali? Il portafogli: sempre più mencio. Ma se fossero questi i mali della vita...

25 giugno 2010
MAGRA CONSOLAZIONE
PS - intanto anche io sposto l'attenzione e morto un papa....insomma, ho proposto al gruppetto di trovarci per tifare Argentina!Olé!
13 giugno 2010
MONDIALI SUDAFRICA
AAA - Cercasi compagnia casinista e godereccia che tra battute e troiai (nocciolinedolciumieschifezzesimili) ci faccia sentire un pò a casa...
Che poi, se non bastasse ci si è messa anche la Rai a menarla. Non si vedono più il Tg2 e il Tg3 on line, ammenoché tu non voglia vedere, oggi, i telegiornali del giorno prima. Che ti basti il tg1! Questo è il messaggio. Comunque è il sito per intero (www.rai.tv) che è notevolmente peggiorato. Ora ti devi ciucciare la pubblicità anche sul web e con l'alta definizione la maggior parte delle volte i programmi non girano.
Ci saremo mica accorti che le persone che si informano via rete sono tante? Rischiamo forse di perderne il controllo? Sembrerebbe proprio di sì. Solo che sarà un pò più diffcile riuscire a censurare la rete. Ce la farà? Oddio...Se considero tutto quello che sta succedendo in questo momento in Italia, tra la legge Bavaglio e le dichiarazioni di Berlusca sul servizio rai, abbiamo poco da star tranquilli.
06 giugno 2010
TRA IL SINAI, LA GIORDANIA E IL MAR ROSSO (che poi è variopinto!)
Ho passato una settimana a 35-40° in totale relax, tra buffet, aperitivi in piscina e nuotate in un mare che assomiglia più a un acquario in realtà. Sdraiata al riparo da un sole perpendicolare che cuoce un pezzo di costa ai piedi del Sinai. Un lembo di terra che guarda l'Arabia saudita e la Giordania mentre tiene a bada alle porte Israele. Una striscia di niente e di tutto, perfetta per dimenticarsi.
Prima di partire mi ero fatta un pò di cultura ittica (se è la parola giusta) e soprattutto su cosa di pericoloso avrei potuto incontrare spinnettando nel mar rosso. Mi sono stampata un elenco con lista verde (fermati e ammira) e lista rossa (=scappa se lo vedi). Sufficientemente accaldata mi sono avvicinata all'acqua equipaggiata da perfetta esploratrice snorkeling e proprio prima di tuffarmi ho visto a un metro da me un pesce che mi era parso di aver visto nella lista e subito dietro un altro sempre conosciuto. Ma di quale lista?Rossa o verde? Oddio...a me sembrano...cazzo!
1°incontro ittico - pesce scorpione


2°incontro ittico - pesce titano
Insomma due tipini della lista rossa che non son niente male: il primo per il veleno anche mortale e il secondo per il caratteruccio aggressivo che combinato ai dentini sporgenti ti può rimandare a casa senza qualche dita.
Morale e conclusione del primo approccio all'acqua: congestione e ko per le 3 ore successive.
Ma non perso la voglia e il giorno dopo c'ho riprovato e qui potete vedere qualcosa di quello che ho visto...
Sono seguiti molti bagni e molti incontri in cui ho preso sempre più confidenza tanto da non andare nel panico quando nel blu profondo l'ho visto. Sembrava piccolo e deve anche essersi spaventato perché non ho fatto in tempo ad avvertire il mio prode cavalier mascherato, che era già scomparso. Chi? Ma uno squaletto, of course!
Ho faticato solo un giorno obbligandomi a un tour in Giordania. Non potevo non approfittare dell'occasione di vedere la rosea città nabatea, Petra, quella di Indiana Jones per intenderci. Là, mentre arrancavo nei 10 km di sterrato tra salite e salite, è nata la voglia di tornarci. Vorrei vederla di notte, camminando per il canyon a naso all'insù, ammirando il chiarore della luna rimbalzare nelle nude pareti che assumono chissà quali sfumature di colore. Incontrare qualcuno forse dagli occhi color dell'ambra e un sorriso accecante che ti offre un passaggio sul dorso di un cavallo beduino. Cavalcare e immaginare di essere dove esattamente sei, in un altro mondo o in un post fuori dal mondo che pure c'è, nascosto come una gemma tra le rocce inospitali di un deserto troppo vasto per orientarti e troppo affascinante per lasciarti passare indenne al suo richiamo.
Petra è un diamante rosa che ulula come una sirena in un mare di sabbia e roccia.
Riesco a stento a immaginare la gioia di quell'esploratore svizzero che per primo entrò là dentro dopo mesi di ricerche, sicuro di trovarla. Mosso dalla fede, ha aspettato, annusato, affannato finché si sarà trovato là, nel punto del canyon in cui alzando lo sguardo, ti sembra di vedere qualcosa che non credi sia possibile, un miraggio che nel giro di pochi passi si innalza davanti a te come un gigante che si sveglia da un sonno durato secoli. Un connubio di Storia e Natura sotto la cui ombra si può anche smettere di sognare.
21 maggio 2010
UN MITO BAVARESE
Gerhard Polt als Papst
e con questo video vi saluto per tornare, abbronzata, spero, tra un paio di settimane!
18 maggio 2010
ARIA DI MARE
08 maggio 2010
Ma questoTony non sarò mica io?
Pare che ci sia arrivato. Malgrado lo stile 'sottilissimo' e affabulatore, questa volta, non protetto dai soliti personaggi come Pancotti Maurizio, Ascanio si è fatto cogliere in castagna attirando l'attenzione e le conseguenti intimidazioni di Tony Mafioso. E ora? Non è che siamo in odore di nuove epurazioni? E se da questo gli venisse in mente, a Tony, di cominciare a controllare anche quanto avviene nelle sale dei piccoli teatri più o meno off? E se trovandoci tanto per cui arrabbiarsi gli venisse poi in mente che anche nei bar e nei circoli si parla tanto tanto e poi che pure nei film, che escono in tutto il mondo, si potrebbero dire cose che a lui non piacciono? Se insomma capisse che oltre alla TV e tre-quattri giornali c'è tutto un mondo che dice la Sua e che questa sua non è la sua di Tony?
Oggi leggevo su Le Scienze un articolo che parla di come le balene siano, una volta morte e adagiate in fondo al mare, nutrimento e habitat naturale per molte specie microbiche.
Non so perché ma ho pensato a tutti coloro che giacciono in fondo all'oceano al largo dell'Argentina e ho voluto immaginarli così come tante balene che, morte da anni, sono diventati l'oasi rigogliosa in un deserto senza vita. Intorno a loro, a quel che di loro rimane, nascono e si moltiplicano nuove specie prima sconosciute. Una specie che nata da quelle ossa, a quelle ossa sempre terrà fede.
Le parole di Ascanio Celestini contenevano quelle di Peppino Impastato di cui domani ricorre l'anniversario della morte.
Non in fondo al mare ma sui binari sono queste ossa. Ossa che in silenzio non ci stanno. E così in silenzio non ci possono stare tutte le specie microbiche che da loro sono nate.
05 maggio 2010
PRAGA. ISTRUZIONI PER L'USO?
Cercasi suggerimenti, consigli, segnalazioni, raccomandazioni, dritte da chiunque di voi ci sia stato e abbia voglia di rendermi partecipe della sua esperienza. Potete anche scrivermi in privato, klar!
Děkuji.
(=grazie!)
28 aprile 2010
IN CORSA FUORI DAL CENTRO
'Non ci siamo'. Noi, ossia 'io e me'. E' questa la sensazione: di essere io che rincorre me. Corre per starmi dietro, a come cambio, a come penso, a quante cose stupide e inutili sballotto nella testa, senza posa, senza centro. Per questo quel momento acquisisce un'aura sacrale, perché per quell'attimo mi acchiappo e sono lì, tutta intera con i miei mille problemi (veri e presunti) ma quieta, con tutte le stesse problematiche irrisolte ma calma, con le stesse insoddisfazioni ma serena. Perché per un secondo almeno, serafico, va davvero tutto bene.
26 aprile 2010
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Ci sono momenti in cui mi sento così stanca che penso solo a una cosa: trovare un'alternativa! Now! Poi le cose vanno avanti e guardando indietro contemplo (sì sì!) il cammino che ho alle spalle e mi vien da sorridere. Malgrado la fatica (che è tanta davvero!) ho capito che preferisco fare di più che di meno e spingermi in situazioni più difficili che non cercare la via più semplice che magari, dà anche rapida soddisfazione ma in breve tempo annoia anche (almeno me) e ci tiene fermi lì.
Così questo fine settimana ho frequentato per lavoro, un corso di aggiornamento professionale per insegnanti. Tornando a casa, a piedi attraverso il parco, distrutta soprattutto mentalmente, ho pensato che poco più di un anno fa conoscevo un paio di parole in tedesco e niente più, nemmeno di questa città.
Così un'onda impulsiva è partita da sé e mi ha fatto appoggiare la mano destra sulla spalla sinistra, blandendola con un paio di colpetti dolci e sicuri come quelli di un padre.
Ed ecco...mi sono sentita bene.
19 aprile 2010
FRIGORIFERO-MONTALCINI=1-0
Sempre lo stesso Governo si imbelletta appena può con grandi frasi a effetto contro il Fascismo e tutto ciò che ne conseguì (leggi raziali in primis).
La prima domanda è: perché invece di disperdere tutti quei soldi per comprare qualche lavatrice in più, (perché non credo che in questo modo si esca dalla crisi come vorrebbero farci credere), non ha destinato qualcosina in più, all'altrettanto famigerato rientro di cervelli, per i quali sono stati stanziati, udite, udite! 6 milioni di euro, o in generale alla ricerca?
La seconda domanda è: perché allora sostiene e appoggia questo tipo di...come chiamarle...cazzate (metto solo il link perché non voglio ospitare cose simili nella mia pagina)?
Non so a voi, ma a me vien solo da rispondere male.
Propongo, in alternativa, una bella centrifugata di nazi da usare come sturacessi.
E ora, se volete, ascoltatevi O' Frigideiro di Bruno Lauzi (proprio qui a fianco, nel mio Ipod) e non ci pensate più!
13 aprile 2010
COSE TEDESCHE!
Ma che mi hanno pagato in anticipo! Il lunedi per qualcosa che farò venerdì.
Roba da matti!Ed è strano per me perché quando lavoravo in teatro, in Italia, dovevo spesso andare a ricordare ai miei datori di lavoro, che mi dovevano pagare. Ma è così strano che guardo e riguardo la busta con i soldi e mi sento quasi a disagio. E se venerdi mi ammalo? Così tanto strano che ho deciso che non la apro fino a sabato. Ecco, ora va già meglio.
08 aprile 2010
COME NON DETTO
E poi vista dall'alto l'Italia incanta di una bellezza mitica, stretta così tra due mari come la vita di una bella donna cinta dalle mani accoglienti di un uomo; agghindata da una cintura di lagune su un fianco e una collana di arciplelaghi sull'altro, mentre un cappello increspato di neve la ripara dai venti.
Senza l'ombra di una nuvola risplende sotto di me mentre immagino di essere io ad abbracciarla.
26 marzo 2010
W LA RIVOLUZIONE
25 marzo 2010
22 marzo 2010
BORSA DI STUDIO (comunicazione di servizio)
IL BANDO
Io non posso partecipare ma magari qualcuno di voi sì. Spicciatevi però che scade il 31 marzo!15 marzo 2010
OPERETTA (A)MORALE TRA UN TELESPETTATORE E SUA MADRE
Immagino così, sull'onda di queste riflessioni, questa breve operetta (a)morale alla stragua di quella del sommo vate (che mi perdoni!).
DIALOGO TRA UN TELESPETTATORE E SUA MADRE
Figlio mio!Allora, racconta, cosa hai imparato oggi?
Oggi mammy-telly ho imparato tante cose riguardo all'arte.
Oh ma bene! Dimmi, tesoro, cosa in particolare?
Ho imparato come fare la mossa della scossa, tenere il tempo con le dita sul microfono e anche che si deve dare il sederino alla telecamera mentre si balla e poi molto sul trucco e sulle acconciature.
Ma bravo, allora ora saprai quanto è importante anche avere uno smalto dei denti almeno di livello a2 e di come non debba passare mai più di un mese tra una lampada e l'altra.
Certo mammy-telly e anche sui tipi di silicone adatti a me!
Bene, così saprò cosa regalarti per il tuo prossimo compleanno. Riguardo la morale e la politica, figlio mio, oggi cosa hai imparato?
Questa materia è più complicata per me, ma oggi me l'hanno spiegata proprio bene e ho capito tutto!
Vedi che progressi nell'insegnamento!
Prima di tutto ho capito che la legge non è uguale per tutti perché semplicemnte non siamo tutti uguali. Mica può essere valida per me come per Amir! Infatti se uno è ricco e compra tutto e poi diventa politico mica può essere giudicato come gli altri. Allora può anche dire al giudice che lo vuole in tribunale, perché secondo lui, c'è qualcosa che non va, che non ha tempo e rimandare finché poi, giustamente, passa troppo tempo e non se ne parla più di quella cosa.
Perfetto. In fondo, figlio mio, che c'è di strano? Se io non ho tempo, non posso forse disdire il mio appuntamento dal parrucchiere?
Vero. La cosa che più mi è piaciuta però, è che si può cambiare le regole mentre si gioca a qualcosa. Tipo, a Monolpoli, se io ho vicolo corto e tu corso delle vittorie posso sempre a un certo punto dire che è vicolo corto che vale tanto e che corso delle vittorie è una cacca; oppure alla conta dei punti a briscola cambiare il seme della briscola con quello di cui io ho più carte. Chiaro no?
Infatti. Perché perdere? Perdere è qualcosa che va bene solo per i tubi rotti, come quello della maionese! Ma dimmi, tesoro, cosa hai capito del lavoro?
Del lavoro mammy-telly ho capito che se ne può fare tranquillamente a meno e che è invece meglio diventare parte dei famosi. Perché per diventare famosi non importa essere famosi davvero, bastano le cose che già so. Una volta famosi si è a posto.
Eh no!Qui qualcosa non l'hai capita. Non si è arrivati quando si è famosi, si deve combattere per restare famosi nel tempo e se proprio si viene dimenticati si ricorre agli ammortizzatori da riciclaggio come i reality, capito?
Giusto!Me lo stavo dimenticando, perché io mammy-telly, in verità non voglio diventare famoso, io voglio fare il re!
Ma come è ambizioso il mio figliuolino adorato! Peccato tu sia arrivato secondo...Ma è tardi, andiamo a tavola.
A proposito, abbiamo parlato anche di nutrizione e a me è venuta subito voglia di un cheeseburger!
Ma che tempismo!
Tanto anche se mi riempio di grasso poi c'è quello del telefilm che me lo risucchia.
Giusto!
E visto che tra poco la tua festa voglio uscire a comprare qualcosa per te: una TE più grande magari, che non entra nella stanza, che per farla passare devo rompere tutto. Tanto mi ricompro cosa mi pare con la carta che mi hanno dato stamani a scuola. Posso spendere anche i soldi che non ho e affogare nel niente. Un naufragar dolce...
Mammy-telly, però pensavo...Ma se mi ammalo?O se poi qualcuno mi chiede i soldi che ho speso indietro?
Per quello amore non ti preoccupare. Ci sono le banche, le assicurazioni sanitarie e le case farmaceutiche...in pratica i tuoi nonni!
Ah..per un attimo mi era sembrato di aver imparato tutto per niente...
06 marzo 2010
C.....! LE SCARPE!!!

Eppure è successo. Mi è successo! Ancora stento a crederci :)
Che poi me ne sono accorta proprio al momento di cambiarmi le scarpe. Definitivamente tardi. A un'ottantina di km da casa per giunta. Che fare? Diverse le opzioni:
- ritirarsi e fustigarsi col cilicio notte natural durante.
- sottrarne un paio, dopo una breve occhiata verificatrice di misura, stile, colore, a una tua simile ignara e distratta nei saluti pre-serata.
- chiamare le pagine gialle o Bisio per sapere dove si trova il negozio di scarpe più vicino (chissa' com'e' il Bisio tedesco?).
- Provare con le scarpe da ginnastica di tre numeri piu' grandi, del tuo ballerino.
- Ballare tutta la sera in elegante calzino nero di cotone, rigorosamente in punta di piedi.
Ma sì..la numero 5...Che volete? Sono una ex-teatrante abituata a stare scalza in scena e alla fine, lo ammetto, mi è anche piaciuto, un pò.
(E poi la milonga era in un teatro; nello spazio scenico di una sala di teatro. Una bella milonga.)
Solo un pò, però. Perché dopotutto non posso che riconfermare alle scarpette quel valore intrinseco di tanguitudine che innalzano lo stile e la performance stessa come nessun altro oggetto.
Non sapete che gioia rimirarle, una volta a casa. Le mie otto paia di scarpe da tango...Una volta e' sufficiente. Non vi lascero' mai piu' a casa. Promesso.
E infatti uno di loro, si e' gia' offerto in sacrificio. Ora sta da solo, al freddo, in macchina. Pronto a venire in soccorso della sua amante-padrona, qualora mai ne avesse bisogno.
01 marzo 2010
PAROLA DI BARONETTO
Mi dispiace per la qualità ma vale la pena di provare a capire cosa ci sta dicendo Paul McCartney in questa intervista rilasciata a seguito di un'altra, durante la quale aveva dichiarato di consumare LSD.
A domanda, ho risposto, ci dice. E potevo rispondere dicendo la verità, o dicendo una bugia. Solamente questo ho scelto.
E aggiunge: "If you shut up about it, I will"
E quindi? Di chi è la responsabilità per certi allarmismi inutili e devianti rispetto all'uso delle droghe?
Chi crea l'eventuale cattivo modello? Chi rivela una cosa personale o chi la diffonde via media?
Il punto interessante, secondo me, sta proprio in mezzo.
Tra chi parla e chi ascolta. Sta nel capirsi. Nel valutare in fretta, chi ti sta davanti e decidere se LUI/LEI può sopportare la tua verità oppure no. Non sempre dire la verità è un merito. Come dice anche Tizi nei suoi aforismi. Perché la verità è come un regalo: a ognuno devi dare il regalo che più gli si addice.
Istigazione alla bugia?
No, istigazione alla riflessione; alla presa di coscienza della differenza che ci divide in quanto casi-umani unici e che ci rende alle volte molto complicato farci capire.
Elogio della differenza, in quanto ricchezza, solo quando compensa, colma, approfondisce e non quando distorce, travisa, rielabora a unico e proprio vantaggio.
25 febbraio 2010
YOU HAVE AN INTERESTING PRESIDENT
A proposito, stamani ho letto questa che mi era sfuggita:
«Faremo un'eccezione per chi porta belle ragazze»«Si sa che sono single...».
Detto dal Berlusca a Berisha, premier albanese, in occasione di una sua visita ufficiale, in riferimento al problema degli sbarchi clandestini.
Ma smetterà mai di sparare cazzzate? O è come chiedere ad un cul di non far trombetta?
(citazione dantesca!)
22 febbraio 2010
MA CHE? DAVVERO DAVVERO?
Io lo guardo da quando sono nata e pur riconoscendone tutti i limiti per me rimane una roba di famiglia e mi diverto a commentare e tifare. Banale? Non abbastanza intellettuale? Sì come molte cose delle cose che mi diverto a fare. E mi vien da sorridere quando so di persone che 'si trovano' a guardarlo e ci cercano ancora una volta, invano, (come del resto già sanno) anche quel qualcosa che loro chiamano qualità. Puah!
16 febbraio 2010
SIMPLY AMAZING!

L'autore di questa foto..UPS...non è una FOTO è un QUADRO, è Ralph Goings, uno degli esponenti, vivente, del movimento iperrealista statunitense nato alla fine degli anni '60.

Un altro trucco! Questo di Duane Hanson, lo scultore che ci ha regalato questo genere di personaggi fantasticamente reali e tragicamente verosimili, simboli di una vuotezza che richiama molto più la fibra di vetro che li costituisce che non la dimensione dalla quale lo scultore li ha estrapolati.
Mi sono chiesta molte volte che senso abbia per un pittore indagare in questa direzione quasi maniacale della riproduzione del reale, che senso abbia cercare di riprodurre la realtà sulla tela nell'era della fotografia, ora per giunta digitale, della realtà virtuale etc. Non lo so, di fatto, e credo che ogni artista abbia la sua fondamentale risposta.
Rimane comunque un tentativo di indubbio fascino e di progressiva e strabiliante conquista. E alla fine cosa c'è di più umanamente importante se non tendere, proprio come limiti matematici, verso un qualcosa di perfetto?
10 febbraio 2010
Hier ist wieder schneeschaufeln!
La stessa parola acquisisce sfumature di significato ben diverse da una lingua all'altra. E da un posto all'altro!
Subito dopo un altro ha colto l'occasione per ribadire quanto divertente sia per lui spalare la neve la mattina! De gustibus und de tempore non disputandum est...oder??
Ok. "Oggi parliamo della gestualità italiana tipica...". E su questo cari miei studenti, avete ben poco 'gusto'!
06 febbraio 2010
CI RITORNO SU
Primo. Un artista non è un politico e non rappresenta un modello. Non deve elaborare leggi sul controllo e la diffusione della droga ma scrivere canzoni. Non ci si aspetta, o meglio non ci si dovrebbe aspettare, nessuna coerenza comportamentale o integrità morale. Un artista crea e quello che crea viene donato a chiunque lo voglia. E sottolineo 'lo voglia'. Quando avevo 17 anni amavo visceralmente The Doors e in particolare il loro leader che per me rappresentava un mito sì ma non per come viveva ma per quello che esprimeva attraverso la sua musica. Amavo il suo sguardo sul mondo. Ed è sempre così: non si amano gli artisti per come sono nella vita ma per quello che raccontano. Cosa fanno, come sono, sono affar loro.
Non sono stati eletti da nessuno e a nessuno devono render conto di quello che fanno nella loro vita privata (se non ai loro cari e nei limiti del lagale ovvio). E a me francamente non interessa nemmeno. Io come pubblico decido se comprare o non comprare certi dischi. Stop. Ed è sempre la gente che decide se leggere un'intervista e cambiare o meno idea su un artista, sulla base delle rivelazioni che per puro narcisismo, questo e quell'altro artista ha fatto. Sanremo ha la sua logica e da questa logica rimane fuori un ragionamento di questi tipo? Ok. Che venga escluso. Chi cazzo se ne frega? So già che Sanremo è di partenza incompatibile con un certo livello musicale e non mi sorprende.
Secondo. Perché quindi, sottoporsi come artista al martirio mediatico che ne è conseguito? Perché farsi usare come bandierina da sventolare dall'uno o dall'altro a favore di una o un'altra cosa. A me fa specie. Perché Morgan non se ne è stato a casa sua accettando la decisione e dedicandosi ad altro? Cosa viene fuori alla fine da tutto questo? Una roba tipo: "Sei stato cattivo e quindi sarai punito e non parteciperai al festival. Però, se ti impegni e TI FAI AIUTARE, ti perdoniamo." Ma siamo pazzi? Morgan aiutato dalla Meloni! Ma tu Morgan sei fuori? Possibile arrivare a questo per un pò di pubblicità in più? Ma come si permettono e come puoi tu offrirti così, come carne per le arpie, da fare a bradelli, sacrificando una vera dignità e indipendenza di pensiero?
Credo che la direzione, la bussola che punta a un nord di levatura intellettuale sia persa anche per coloro che non lo credevano.
30 gennaio 2010
LA COSA
24 gennaio 2010
LE TRE SCIMMIETTE
Ma possibile che Grillo non abbia altro spazio in televisione? Possibile che in Italia tutte le minoranze politiche abbiano i minuti in proporzione alla loro ipotetica forza elettorale? Ma come si fa allora a cambiare? Come si cerca una valida alternativa a un sistema politico che sta per affondare ed evitare che porti dietro il nostro malconcio paese? La chiamiamo Seconda Repubblica. Come di fronte a una cosa nuova, abbiamo avuto bisogno di cercare un nuovo nome. Ma dove stava la novità? Che al posto della Dc e di Craxi ci stava, e ahimè ci sta! chi per loro pagava e comandava?? Fatemi capire se potete perché a me le cose sembrano sempre così chiare ed inequivocabili ma allora mi chiedo come si possa continuare con le normali attività di governo. Come si fa a non dire 'Alt, adesso le cose sono chiare per tutti e non solo per noi che le abbiamo sempre, come casta, non solo sapute ma anche avallate e taciute, ed è quindi giunto il momento di finirla qui. Deponiamo ogni potere così maldetenuto e cediamo il passo a chi speriamo possa non prendere esempio da noi.'
E che ci vuole? O forse cosa o meglio chi, non ci vuole??
Non ci vuole chi, come lui, continua a non rispondere a nessuno degli interrogativi che chicchessia si permetta di porgli (compresa quella sulla provenienza del famoso miliardo); siano giudici o giornali o gente comune lui non risponde. Ma se non voleva rispondere di niente perché è sceso in campo a ravanare? Non lo sapeva che ravanando sotto gli occhi di tutti ci poteva anche essere qualcuno che poi qualche domanda in testa se la metteva e che magari poi aveva anche voglia di farsi rispondere?
Non ci vuole chi, come i suoi alleati studiano le mosse degli scacchi da anni in modo di arrivare a vincere la partita e rimpiazzare il re senza cambiare le regole; non ci vuole chi, come quelli dall'altra parte, non ha nessuna intenzione di scoperchiare le carte e manifestare in maniera definitiva e combattiva la propria indignazione a certe leggi-truffa;
non ci vuole chi, come me, preferisce alle volte non guardare, non parlare e non sentire. Come le tre scimmiette. Perché alla lunga sentir gridare 'Al lupo!Al lupo!', vedere accorrere e risvanire tutto in una bolla di sapone, non convince più.
E allora voi mi chiederete cosa allora serve a questo punto?
17 gennaio 2010
IL MONDO SOTTOSOPRA
Quando ho sentito la notizie sul terremoto ad Haiti quella domanda ha rifatto capolino e qui di seguito ecco cosa mi ha fatto pensare.
Come prima cosa mi sento di dire che ormai la scorza da Tele-Spettatori ci permette una distanza emotiva da simili eventi tale da non 'disturbare' il normale svolgimento delle nostre giornate. D'altra parte, ci sono molte persone che invece vogliono 'disturbarsi' e per questo fanno quello che ritengono meglio: scrivono, informano, fotografano, riprendono, denunciano, chiedono aiuto, danno aiuto in prima persona etc. Io mi sento sempre molto impotente e in un certo senso anche in colpa ma non voglio parlare di questo. Quello che mi preme riallacciandomi al cappello, è intanto farvi vedere (molti forse lo avranno già visto) il video di 30'' che riprende la scossa più forte:
Ecco, voi pensate a quanto è fastidioso un semplice giramento di testa e quanto è importante sentirsi in equilibrio, ancorati al suolo, alla terra. La terra, il punto fermo per antonomasia; tenere i piedi per terra, prendere la sua energia stabile e forte, sentire che anche se tutto intorno non va, lei è comunque lì ferma e pronta a restituirti forza; gli aborigeni lo sanno bene. Ma cosa succede se invece è lei a non stare ferma, è lei a tremare e a togliersi da sotto ai tuoi piedi. Vi immaginate lo smarrimento? Pochi secondi e tutto cambia, definitivamente, intorno a te e dentro te, se sei uno dei fortunati, o meglio dire, miracolati, che sono ancora in piedi, in equilibrio. Sei vivo, ma con un tarlo nella testa che è lì a ricordarti come questo equilibrio, non sia poi scontato come credevi e che anche le cose che credevi più salde intorno a te, sono burro che si scioglie sotto l'alito del fuoco che tu, ora sai per certo, sta sotto ai tuoi piedi. Si può ricostruire, rimettere su, curare le ferite e piangere chi non c'è più ma dopo simili tragedie niente torna ad essere come prima. E' mancata la terra sotto ai piedi. E chi sa cosa questo vuol dire, ha una specie di velo sugli occhi, il velo di Cassandra, che li rende irrimediabilmente diversi, diversi come può essere diverso solo chi ha visto il mondo sottosopra.
13 gennaio 2010
INTERROGATIVO
Per fortuna che c'è Lei, Frau H. sempre pronta e disponibile a dare una mano. E' la mia vicina, che tutto sa e soprattutto, tutto vede. Sa anche quello che io credo di non averle detto e quello che sicuramente non le ho detto. Sempre. Bene. Bene?
Ma sì...
E poi ieri mi ha consolato vedere che anche lei non ha capito il messaggio nella segreteria del tecnico della caldaia.
E a chi le lasciavo oggi le chiavi per aprire al tecnico?
Insomma su di lei posso sempre contare. Anche quando non lo so!
Grazie a Frau H. e alle sue splendide orchidee adagiate su un mare di tappeti
(ma come faranno a sopravviverle così a lungo? Secondo me le rimpiazza con altre identiche...eh sì...deve per forza essere così...oppure...)